Cos’è il Forest Bathing e perché ti aiuta a stare bene nel profondo

da | 20/09/2023 | Natura

Eleonora durante una sessione di Forest Bathing nei boschi di Genova, Liguria

Camminare nel bosco significa riconnettersi a se stessi attraverso la Natura, ritrovando così una sensazione di pace interiore e calma.

Ma cosa significa davvero? Come la Natura può aiutarti a recuperare il tuo benessere?

Hai mai sentito parlare di Forest Bathing, conosciuto in Italia come Bagno nella Foresta?

Ecco, sia che tu non sappia assolutamente nulla, sia che tu abbia già sentito questa terminologia ma non sai cosa significhi nel concreto, sei nel posto giusto. In fondo all’articolo scoprirai che il posto giusto è in realtà tra gli Alberi.

Di questo ne parleremo proprio nei paragrafi qui sotto, per capire insieme come attorno a te ci siano già un sacco di possibilità per ristabilire il tuo equilibrio interiore.

Incontrerai ogni tanto estratti dal mio libro gratuito La Ruota della Natura che potrai comodamente scaricare a fine lettura. Addentriamoci ora metaforicamente nella foresta.

La visione della Natura dei nostri Antenati

La concezione che abbiamo al giorno d’oggi del mondo è alquanto diversa da quella che invece aveva chi ha camminato su questa Terra prima di noi.

Non c’era una visione di sfruttamento intensivo della Natura, la si rispettava, usando parti di essa sia per curare malattie sia come fonte di sostentamento. Questo chiaramente dal punto di vista di impiego quotidiano.

Ma quello che stava dietro a questo ultimo pensiero era che noi, in quanto esseri umani, siamo solo una piccolissima parte di un sistema ben più grande e complesso; dunque gli Antenati si consideravano ospiti del Mondo, non padroni.

Vedevano la Natura come vera energia, una fonte dispensatrice di abbondanza e custode di Vita. Questa concezione partiva dal presupposto che tutto è Spirito, quello che noi oggi chiamiamo energia. Ne abbiamo parlato e approfondito qui, ma in sintesi l’energia si può equiparare allo Spirito perchè entrambi generatori di vita.

La visione estremamente spirituale che avevano gli Avi ricollegava l’essere umano al Tutto, sentendosi finalmente parte di un qualcosa di più grande rispetto alla piccola area in cui si camminava.

Negli ultimi anni, però, la tendenza sta cambiando: si ha una consapevolezza differente nel rispetto del pianeta, si sta recuperando il concetto che tutto quello che facciamo lo lasceremo poi ai nostri figli. E questo cambio di rotta, è approdato anche qui in Italia il recupero di un contatto diretto con la Terra, una connessione che può agevolare il nostro benessere quotidiano.

La connessione con il Tutto e la fratellanza universale

Se considerassimo il lungo tempo da quando l’uomo è presente sulla Terra, noteremmo come il vivere a stretto contatto con la Natura abbia rappresentato una prerogativa di molti di quei popoli che abitarono questo pianeta prima dell’uomo moderno.

Inizio così il primo capitolo del mio libro. Perchè, da appassionata e studiosa della cultura dei popoli ancestrali, durante il mio percorso, ho capito come gli Antenati avevano una concezione completamente differente relativa al loro posto nel mondo.

Per loro, come per noi, la Natura era la principale fonte di sostentamento, ma, come ti anticipavo, sapevano di far parte di qualcosa di ben più grande rispetto a ciò che i loro occhi riuscivano a vedere.

Con rispetto vivevano la Natura come luogo in cui erano ospitati, ben consci del fatto che non erano soli a questo mondo. E che loro stessi non ne erano protagonisti, ma solo cooperatori in uno spazio comune.

Vedevano la Vita custodita in ogni essere, ne vedevano la sua essenza profonda, ovvero il suo Spirito, la sua energia.

Ogni elemento era ritenuto al pari livello degli altri, rivelandosi così tutti custodi di conoscenze, emozioni e insegnamenti in grado di essere condivisi, se ascoltati.

Come vedremo in seguito, infatti, ogni pianta, albero, ciuffo d’erba o elemento come il vento era visto come emanazione della Vita o meglio, come creatura plasmata da un Essere Supremo che loro identificavano spesso come una divinità, nonchè creatore del Tutto e dispensatore di soffi vitali.

Questa concezione che ogni parte della Natura, uomini e donne compresi, fosse stata generata da un unico essere (spesso identificato anche come Fonte Universale) portava a considerare la globalità non come una gerarchia, dove gli esseri umani fossero più avanzati perchè ritenuti più evoluti in quanto dotati di comunicazione complessa e articolata, bensì tutti erano sulla stessa linea, facenti parte di una grande famiglia in cui ci si identificava come fratelli.

Questo è il famoso concetto di fratellanza universale, dove il rispetto reciproco era alla base di una sana convivenza tra tutti gli esseri viventi. Semplicemente perchè ognuno aveva il proprio ruolo, ognuno conosceva profondamente ogni elemento e le sue qualità.

Nelle società ancestrali, gli uomini sapevano riconoscere una pianta nociva da una con proprietà terapeutiche perchè erano in constante ascolto dell’ambiente circostante, utilizzavando con saggezza ciò che la Natura gli metteva a disposizione con tanto amore ogni giorno.

E d’altro canto, gli uomini facevano la loro parte rispettando l’ambiente senza sventrare la terra per le loro abitazioni e rispettando i cicli di un terreno se doveva essere coltivato.

Per loro, infatti, la terra era Madre, una figura archetipica che rispondeva sempre alle loro esigenze, regalando benessere a tutti gli esseri attraverso i suoi frutti, i suoi colori, i suoi cicli.

Gli andini hanno un termine davvero poetico per chiamarla: Pachamama, la mamma del tempo e dello spazio, colei che ci ospita nel qui e ora, in questa nostra esistenza insieme a stretto contatto.

Ma ogni popolo aveva la sua Madre Terra: Izanami per i giapponesi, la madre di tutti i Kami, gli Spiriti della Natura (ne parleremo meglio nel prossimo capitolo); Gaia o Gea per i greci e i romani, la madre originale di tutte le cose; Ixchel, la dea Maya legata alla Luna e alla fertilità.

E anche laddove la figura non fosse femminile, ve ne era una paterna che si prendeva cura degli esseri umani esattamente allo stesso modo. Questo è il caso della cultura egizia, che aveva Geb come dio della Terra, della fertilità e padre delle quattro divinità principali del culto, ovvero Iside, Osiride, Seth e Nefti.

Insomma, ogni popolo ancestrale viveva la Natura come punto cardine della propria vita, sentiva la sua energia e cercava una connessione con questa, affinchè potesse supportare ogni singolo essere vivente con le proprie cure e i propri frutti.

Il principio della Sacra Reciprocità, Ayni per la tradizione sciamanica andina

In passato ogni singolo essere umano che camminava su questa terra cercava una connessione con la Natura. Certo, bisogna fare delle distinzioni. Se hai già sbirciato sul mio sito, avrai visto che qui si parla spesso di spiritualità.

Questo concetto è insito nell’uomo, ma è anche altrettanto lontano se ci distanziamo troppo da noi e da ciò che custodiamo.

Facciamo chiarezza.

L’energia che la Natura custodisce si può vedere sia da un punto vitalistico, sia da un punto di vista più spirituale. La Natura ha la sua energia, esattamente come la terra stessa, e questa risuona con noi, influenzando la nostra energia personale. Ne abbiamo approfondito meglio in questo articolo, ma qui ci interessa capire che questa visione si avvicina al concetto di fratellanza universale che abbiamo esplorato nel paragrafo precedente.

La visione che avevano gli sciamani riguardo la terra era che ogni elemento custodisse uno Spirito, consideravano tutti fratelli e soprattutto vedevano la parte divina in ciascun elemento e dialogavano con essa.

Seppur non tutti fossero sciamani, ogni uomo o donna cercava nel proprio piccolo di rispettare l’ambiente circostante, perchè sapeva che era da Madre Terra che proveniva tutto ciò di cui avevano bisogno.

Quindi il loro rispetto era in realtà un rapporto di scambio tra esseri umani e Natura, così che ognuno facesse la propria parte per il Bene Supremo di tutti.

Questo concetto sulle Ande si definisce Sacra Reciprocità, ovvero il donare per ricevere e viceversa.

Cosa si intende nel concreto?

Gli antichi popoli svolgevano cerimonie di offerte per propiziare l’abbondanza: scambiavano una piccola parte del loro raccolto ridonandolo alla Terra, affinchè potesse accoglierlo e donare a sua volta frutti per il sostentamento della comunità.

Guardiamo tutto questo con occhi moderni: quando si fa un regalo a qualcuno, spesso ci si aspetta qualcosa in cambio, giusto? Anche solo un grazie.

Ecco, se riuscissimo a distaccarci dal concetto di interesse, scopriremo che in realtà se fai un regalo con il cuore, l’Universo vede il tuo gesto e provvederà a farti ricevere qualcosa affinchè tu possa continuare a donare, non per forza direttamente dalla persona coinvolta, ma in altro modo e con altre modalità.

Come pensi ti faccia sentire donare un qualcosa con Amore ben sapendo che riceverai altrettanto Amore? Ecco che si comincia a delinerare il tema di questo articolo.

Ricerca di visione: l’antica pratica di riconnessione con il Tutto

Considerato il fatto che le culture ancestrali vedevano la Natura non solo come appariva ai loro occhi, bensì guardandola più nel profondo, chiunque ricercava un approccio diretto con la Fonte si avvaleva proprio del contatto con la Terra, nostra Madre.

Tra le culture sciamaniche spesso si usava addentrarsi nel bosco in solitudine per riuscire ad isolarsi e intraprendere un cammino a contatto con se stessi.

Solitamente questa ricerca prevedeva anche il digiuno: ne sono esempi le culture amerinde, dove i Nativi ci hanno tramandato le loro usanze per consentirci di avviare anche noi una ricerca interiore, per agevolare la scoperta dell’immensità in cui viviamo e che custodiamo nel nostro io più profondo.

La ricerca di visione era una pratica per comprendere meglio la potenza della Fonte ed avvicinarsi ad essa.

Durante l’isolamento, infatti, il candidato si immergeva completamente nella foresta per sentire la divinità intorno a sè, ma anche e soprattutto dentro di sè.

Ogni Spirito, infatti, proviene da un’unica sola Fonte, un Dio bonario che ha donato parte di sè per permettere al mondo di essere creato.

Toccare questa dimensione significava avvicinarsi al divino che è dentro ognuno di noi. Il digiuno e il contatto diretto con la Natura facilitava questo procedimento.

Lo sciamano, dunque, si limitava ad accompagnare il candidato nel posto prestabilito e a rassicurarsi che tutto andasse per il verso giusto e che quindi ci si connettesse con il Mondo composto da solo Spirito, detto anche Mondo Invisibile.

Questa pratica era un primordiale Forest Bathing, ovvero trarre giovamento dalla Natura per un benessere più profondo, quello spirituale ma anche quello fisico grazie al digiuno, ripulendosi da tossine che potevano inficiare negativamente sul proprio cammino.

I nostri Antenati erano così profondamente legati alla Natura che, se anche non conoscevano direttamente la pratica del Forest Bathing, avevano già individuato il benessere che si può ottenere trascorrendo un po’ di tempo a diretto contatto con la Pachamama.

Perchè oggi abbiamo perso questo collegamento?

Per capire meglio come il Forest Bathing sia potuto diventare una pratica così in voga (e necessaria) dobbiamo proprio partire da qui.

Disconnessione moderna e il concetto di plant blindness

Per secoli l’uomo ha vissuto a stretto contatto con la Terra, poi è arrivato il capitalismo con le sue speculazioni e tutto è cambiato.

Da quando l’uomo ha iniziato a concepire la Natura come un business, il trattamento che le riserva è sempre e solo unilaterale: la terra è fatta per essere sfruttata a vantaggio degli uomini. Punto.

Ogni costruzione avveniva con il solo scopo che potesse fruttare denaro, a discapito del paesaggio e della Natura stessa .

Nel tempo, infatti, il concetto di essere ospiti di questa terra si è in realtà sopito, ma negli ultimi anni la tendenza si è leggermente invertita, fino ai giorni nostri in cui la politica del green è attualmente in atto.

Stiamo tornando indietro, ma non retrocedendo, bensì recuperando la preziosità degli insegnamenti che i nostri Antenati ci hanno lasciato.

Ma siamo ancora apparentemente lontani dalla loro visione, ovvero quella di considerare la Natura come parte vivente, come custode di Vita. Eppure qualcosa si sta dirigendo verso una direzione più consapevole.

Cos’è il plant blindness, il non vedere la Natura che ci circonda

Viviamo in una società sempre più di fretta, è una corsa contro il tempo per riuscire a compiere tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati durante la giornata, che spesso sono troppi e ben al di sopra del tempo a disposizione che abbiamo. Dunque ci arrendiamo ad affannarci, causandoci stress e portando il nostro sguardo in basso, fisso all’obiettivo.

Ma non è solo l’andare di corsa che ci svia dall’osservazione, non ci siamo proprio abituati.

Non siamo più allenati ad osservare la Natura come la vedevano i nostri Antenati. E non tanto perchè nel tempo l’abbiamo sfruttata e inasprita, quanto piuttosto perchè non riusciamo più a vedere ciò che custodisce la sua parte spirituale.

Ogni elemento della Natura ha un suo Spirito, come abbiamo visto, una sua energia che è fondamentale per il benessere di tutti gli altri elementi sulla terra. Eppure non lo riusciamo più a vedere, perchè?

Pensaci: quando siamo di fronte a un paesaggio naturale, ci chiediamo cosa c’è di fronte a noi? Magari ci si focalizza sul dettaglio di un piccolo animale che corre nel prato o di un uccello che si lascia cullare dal vento, o magari su una fogliolina che sta nascendo da un albero in risveglio.

Ma nella globalità, ci chiediamo mai cosa abbiamo di fronte?

Visto che sei qui, la risposta potrebbe essere positiva, ma vorrei farti soffermare su un concetto. Se ti trovassi davanti un paesaggio stupendo di sola natura incontamminata e ti chiedessero che cosa vedi, tu cosa risponderesti? Ecco, spesso si risponde “un paesaggio mozzafiato” oppure “niente”.

Il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso definisce questo fenomeno plant blindness, ovvero l’incapacità di noi esseri umani di notare, riconoscere o apprezzare le piante nell’ambiente circostante, considerandole spesso solo come sfondo o addirittura semplice arredo, anziché come esseri viventi protagonisti della nostra vita e della Terra stessa.

Questo perchè nella fretta moderna e nell’accumolo di impegni siamo ormai capaci solamente di distinguere ciò che per noi rappresenta un pericolo o un’opportunità, selezionando in queste categorie solo ciò che è in movimento, dunque piante non comprese.

Ma tutto questo cosa significa?

Semplicemente che per noi oggi le piante non rappresentano più qualcosa di vitale, qualcosa di indispensabile per la nostra vita. E così ci comportiamo di conseguenza, ignorandole o, in casi estremi, distruggendo il loro ambiente a favore di speculazioni edilizie o altro.

Ma se ci fermassimo un secondo a guardare davvero, potremmo accorgerci che le piante sono la nostra fonte di ossigeno, che le piante riescono a favorire il nostro equilibrio, che le piante ci rilassano profondamente.

E questo ce lo conferma la Scienza, identificando questo fenomeno nel cosiddetto Forest Bathing, l’immersione nei boschi per trovare giovamento a livello interiore e fisico.

Non preoccuparti, però: la prossima volta che andrai in mezzo alla Natura scommetto che farai più attenzione. Qui ti lascio alcuni semplici suggerimenti per come poterti riallineare ad essa.

Cerimonie di riconnessione con la Natura: ritrova la tua armonia

Prima di addentrarci nel comprendere a fondo davvero cos’è il Forest Bathing per noi uomini moderni, riallinearsi al pensiero che gli Antenati ci hanno tramandato è per me importantissimo.

Praticare Forest Bathing, infatti, è riduttivo se pensiamo a ciò che i nostri Avi hanno vissuto con così tanta riverenza.

Inesorabilmente noi viviamo in un ambiente lontano dalla Natura, viviamo in case costruite con l’utilizzo di alcune sostanze tossiche e siamo a contatto diretto con un elettromagnetismo indotto da apparecchiature moderne decisamente poco naturali.

L’ambiente in cui abitiamo e lavoriamo influenza senza ombra di dubbio il nostro rapporto con la Natura. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, non riusciamo ad assorbirne effetti benefici, come invece ci dispenserebbe la Pachamama.

Capiremo davvero cosa significa Forest Bathing e come il suo recupero nelle nostre pratiche quotidiane sia effettivamente fondamentale per noi e per uno stile di vita più consapevole nel rispetto di ogni essere vivente; quello che puoi fare fin da subito è onorare il principio della Sacra Reciprocità, ovvero creare una situazione in cui tu ti apri all’Amore donando amore a tua volta.

Come facevano i nostri Antenati, utilizziamo anche noi le cerimonie.

Per cerimonie si intende compiere un atto rituale che proclama un’azione verso qualcosa, in questo caso verso l’Universo.

Il valore custodito in questi atti sacri era in realtà il ritorno ad una connessione profonda con il Tutto, affinchè il singolo fosse in accordo alle fasi della Natura, pronto a ricevere ciò che quella stagione aveva in serbo per lui.

Perchè i cicli che le stagioni ci suggeriscono, i tempi di fioritura e tutto ciò che la Natura adotta per cambiare aspetto, appartengono anche a noi.

Se ci pensi bene, in Inverno hai più voglia di dormire, in Estate invece di uscire. In Autunno chiunque ama lo spettacolo del foliage, perchè in qualche modo riscalda il cuore pensando che tra poco farà sempre più freddo. E in Primavera… beh, rinasci per davvero.

Questo è ciò che ci insegna la Ruota di Medicina, un percorso che i nostri Antenati hanno coniato per custodire ogni singolo insegnamento che la Natura ci fornisce semplicemente osservandola e portando tutta quella magnificienza dentro di noi.

E tutto questo si poteva ricreare attraverso le cerimonie. Grazie all’interazione diretta con gli Spiriti della Natura, si rivolgeva le proprie preghiere a loro per attirare abbondanza e così portare un po’ di Natura dentro di sè.

Come dentro, così fuori: mai frase fu più vera in relazione ai cicli della Terra. Siamo tutti connessi e se noi perdessimo l’osservazione di ciò che ci circonda significherebbe tornare ad essere dissociati dalla realtà e così dai nostri bisogni.

Le cerimonie hanno proprio la funzione di avvicinarci alla nostra parte più profonda, mostrarci la propria essenza e viverla secondo ciò che la natura ci suggerisce, come accogliere abbondanza in Estate e così via.

Questa visione apparteneva alle società ancestrali ed è da lì che deriva la pratica dello Shinrin Yoku, ovvero il Forest Bathing originale nato in Giappone.

In principio c’era lo Shintoismo

Ebbene sì, iniziamo ad addentrarci nella pratica del Forest Bathing partendo dall’origine, ovvero dal luogo dove si è sviluppata l’idea e il suo studio.

Il Forest Bathing lo conosciamo come la traduzione di bagno nella foresta, o per meglio dire immersione nei boschi.

Ma nel concreto questa visione è molto più complessa di una semplice passeggiata nel verde, perchè racchiude una tradizione millenaria che richiama spiritualità, rispetto e contemplazione.

Il rapporto con la Natura nella cultura giapponese

Conosciamo un po’ tutti la concezione giapponese di una vita più contemplativa, più slow si direbbe oggigiorno.

Addentrandosi profondamente nella loro visione si imparano un sacco di nuove conoscenze decisamente utili per la propria crescita personale.

Questo è il caso dell’ikigai, ovvero uno sguardo al proprio scopo in questa vita che sia in armonia con il proprio essere e soprattutto sostenibile da perseguire.

Può sembrare una banalità, ma troppo spesso si sentono obiettivi totalmente irraggiungibili che la società moderna ci chiede di ottenere.

Ecco, anche qui, se ci fermassimo ad osservare meglio capiremmo che questo stile di vita conduce solamente a stress e insoddisfazione, facendoci sentire inadeguati per non aver raggiunto una vetta che in realtà non ci appartiene.

Ritrovare il proprio ikigai significa riscoprire l’essenza profonda che custodiamo, quella parte spirituale che stiamo trattando proprio in questo articolo.

Ed è da qui che si sviluppa la concezione del Forest Bathing, la visione in cui ogni elemento della Natura custodisce uno Spirito, esattamente come abbiamo visto che le società sciamaniche ancestrali avevano.

Solo che in Giappone si chiama shintoismo, la teoria animista da cui proviene appunto il Forest Bathing.

Cos’è lo shintoismo, religione o pratica?

Dalla cultura giapponese proviene la religione dello shintoismo, la tradizione animista autoctona comparabile a tutte le altre tradizioni antiche nelle quali vi era la visione di una Natura viva e parte del Creato esattamente allo stesso modo degli uomini.

In queste poche righe si delinea perfettamente il concetto di shintoismo, una religione politeista in cui tutto è considerato emanazione del divino.

In questo caso specifico, la cultura giapponese chiama ogni elemento della Natura Kami, Spiriti che abitano luoghi, elementi, alberi, piante, stagioni o fenomeni atmosferici.

Uno dei Kami più famosi è sicuramente Amaterasu (chiamata anche per intero Amaterasu-ō-mi-kami, ricordando proprio la sua natura spirituale connessa agli stessi Kami), divinità solare strettamente legata alla discendenza imperiale.

Infatti i Kami sono anche gli Spiriti associati agli Antenati e agli eroi, figure ricorrenti anche in alcune altre tradizioni, come in Myanmar (Birmania) vi è la famosa tradizione dei Nat, un antico culto che ha preceduto il buddismo attuale di quelle zone, riuscendo però a preservare la sua identità ancora oggi.

In Giappone, come in Birmania, tutto era strutturato in una religione vera e propria, con le divinità come creatori e il restante mondo come una loro emanazione.

Abbiamo visto poco sopra che Izanami, la dea primordiale giapponese creatrice di ogni cosa e custode del regno della morte, era considerata la madre di tutti i Kami, grazie all’unione con il marito-fratello Izanagi.

Quest’ultima informazione serve per ricordarci che quando si sostiene la teoria che siamo tutti fratelli è per il semplice fatto che nel Mondo dello Spirito non ci sono gerarchie, c’è solamente un’energia che ci connette tutti quanti.

Infatti, per shintoismo si intende sì una religione, ma dal sincretismo sciamanico, non avendo dogmi o imposizioni.

Il concetto dello shintoismo è semplice ma diretto: ogni parte della Natura possiede uno Spirito, che bisogna rispettare e venerare in quanto parte del Tutto insieme a noi.

Non ci sono, pertanto, preghiere specifiche da recitare a memoria, governa solo ciò che il cuore ti guida a fare attraverso un altare e un raccoglimento profondo tra te e te.

Parlavamo prima delle cerimonie e, ancora una volta, queste si identificano come le sole e uniche pratiche da condurre per cercare di avvicinarsi a quella realtà spirituale contenuta in ogni elemento.

Ricercare ciò che non si riesce a vedere con gli occhi significa voler arrivare dritti alla Fonte Universale, alla Vita, contemplandone le sue meraviglie.

Da questa concezione deriva il termine giapponese Shinrin Yoku che significa trarre giovamento dalla foresta, ovvero raggiungere un benessere profondo sia fisico che emotivo che conduce al proprio equilibro grazie all’interazione con la Natura ed alle sue proprietà terapeutiche.

Lo Shinrin Yoku, trarre beneficio dalla foresta

Questo è il primo passo per avvicinarci alla concezione moderna di Forest Bathing, perchè tutto è proprio partito da qui, da una visione globale della Natura nelle sue molteplici forme, da quella fisica a quella spirituale.

Gli uomini che hanno camminato su questo pianeta prima di noi, i nostri Antenati, onoravano l’ambiente circostante e cercavano di assimilare i benefici racchiusi in ogni elemento.

Perchè questo era il segreto dei nostri Avi: avevano capito che stare in Natura significava recuperare la propria salute, il proprio centro.

Il disallineamento che spesso riscontriamo nella nostra vita è anche dovuto al fatto che non abbiamo più questo contatto diretto.

Vedremo in seguito che recenti studi scientifici hanno dimostrato come i nostri Antenati avevano tutte le ragioni per costruire la loro vita attorno ad alberi e montagne.

Noi liguri, ad esempio, in passato abbiamo “investito” molto su questo territorio: i nostri Antenati, i Ligures appunto, erano gente capace di arrampicarsi sulle montagne con agilità, riscoprendo un territorio complesso e impervio, ma più sicuro perchè controllabile dall’alto.

E se mi segui sui social avrai visto video a riguardo.

Il terreno dove camminiamo ogni giorno è sacro, ma abbiamo smesso di considerarlo tale.

Il recupero di certe pratiche, come appunto lo Shinrin Yoku, ci ricorda che in realtà in ogni dove si nasconde spiritualità, è lì che ci sta aspettando, per onorare il principio di Sacra Reciprocità e infonderci così benessere.

Perchè basta fermarsi un momento a riflettere per rispondere a questa domanda: ma tu in natura come ti senti?

L’Hanami, la contemplazione della bellezza della Natura

Contemplare la Natura significa cercare di avvicinarsi a percepire la sua bellezza.

I giapponesi sono maestri in questo. Ci insegnano persino la pratica del wabi-sabi, l’accettazione dell’imperfezione della Natura.

Ogni elemento è bellissimo così com’è: ricercare la sua perfezione significherebbe non godersi appieno dello spettacolo, perdendo di vista la realtà del qui ed ora e non focalizzandosi sull’opportunità che abbiamo di meravigliarci del tutto.

La perfezione in natura non esiste, esistono attimi di estrema bellezza. ma pur sempre attimi e il wabi-sabi ci ricorda la transitorietà di ogni evento, ovvero che niente dura per sempre, quindi è il momento questo di restare in contemplazione per assorbirne tutta la magnificienza.

E tra questi attimi c’è sicuramente l’Hanami, la contemplazione della fioritura degli alberi di Ciliegio.

L’Hanami è l’usanza popolare giapponese in cui le persone si riuniscono sui prati allestendo un pic-nic a base di cibo abbondante e sakè per ammirare la spettacolare fioritura dei boccioli di Ciliegio, i Sakura.

Troverai più avanti un intero paragrafo dedicato a questo magnifico albero da frutto.

Cos’è il Forest Bathing e perchè non è una semplice camminata nel bosco

Il Forest Bathing è l’immersione nei boschi, semplicemente.

Ma se ci fermassimo qui si potrebbe pensare ad una attività outdoor come il trekking. Invece, la parola immersione rende davvero bene l’idea di ciò che è realmente.

Sul dizionario possiamo trovare il suo significato figurativo, ovvero coinvolgimento o concentrazione.

Entrambi i significati possono farci riflettere su ciò che ci porta la frequentazione di un ambiente naturale, ovvero il coinvolgimento a tutto tondo dei nostri sensi.

Ma, allo stesso modo, la nostra visione comincerà ad apparire più concentrata ai dettagli, più focalizzata a vedere il mondo circostante e così a percepirne l’energia, l’essenza.

Se ci immergessimo nei boschi per un tempo ragionevole, scopriremo che, appena usciamo dalla Natura, vogliamo subito ritornarci, semplicemente perchè siamo stati bene, ci siamo sentiti bene.

Questo concetto appartiene a ricordi atavici di quando eravamo cullati dal Cielo e dalla Terra, di quando noi esseri umani ci sentivamo parte di un Tutto, di quando sapevamo di esserlo.

La carezza del vento sulla pelle, il tocco nell’acqua corrente di un fiume, l’odore della terra al mattino sono tutti elementi che ci riportano alla mente quei ricordi ancestrali di quando eravamo ancora legati profondamente a Pachamama ed in contatto con il nostro Spirito.

Grazie all’immersione nei boschi possiamo sperimentare noi stessi questa antica connessione direttamente restando con la schiena poggiata ad un albero piuttosto che sulla riva di un fiume, ritrovando il contatto con i nostri fratelli e così con la Fonte del Tutto.

Il Forest Bathing, infatti, non è una pratica complessa, è più che altro un avvicinamento a ciò che eravamo, un riconnettersi a sè attraverso la Natura stessa.

Il Forest Bathing è dunque una pratica di contemplazione, in cui si cerca di percepire e cogliere quegli aspetti insiti nella Natura per poter ritrovare il legame ancestrale tra noi e Madre Terra.

Ci invita quindi a prendere parte attiva nella Ruota della Natura e così a dare il nostro contributo all’Universo, in un reciproco scambio di energia in totale accordo alla legge del Cosmo della Sacra Reciprocità, ovvero il donare per ricevere e viceversa.

Ci invita a ritrovare il nostro posto nel mondo, a iniziare nuovamente a vederlo non per ciò che sembra ma per ciò che è.

E ci invita inoltre a rimanere in ascolto, trovando ciò che ci risuona.

Infatti, durante una giornata di Forest Bathing, si cerca di trovare gli elementi che più ci ispirano, quegli esseri naturali con cui possiamo avere uno scambio. Bisogna trovare l’Albero giusto affinchè si possano percepire questo tipo di sensazioni.

Ognuno di noi ha un albero con il quale si sente più in sintonia. Ogni albero è infatti diverso da un altro, è unico, esattamente come noi umani.

Per capire quale ci ispira, dobbiamo percepire un’energia potente che ci attrae, un’energia che risuona con la nostra.

L’energia del bosco è speciale, e gli studiosi hanno confermato che è davvero benefica.

Il Sami, il nettare del bosco, la sua energia

Oggi sappiamo che molte piante si aiutano e si supportano vicendevolmente in un grande interscambio di generosità affinchè la Natura possa essere sempre rigogliosa e senza alcuna carenza di sostante nutritive.

Studi scientifici hanno infatti dimostrato come questi esseri abbiano una propria intelligenza e che si posizionano all’interno del bosco con una logica per non soverchiarne l’equilibrio.

Sebbene sia la terra a produrre il fertile humus, gli alberi fanno attivamente parte del ciclo della vita, in quanto sono loro a fornire la maggior parte del materiale necessario, come foglie e resti di frutti, affinchè si crei l’humus stesso.

Questo legame rappresenta ancora una volta il più grande insegnamento che vale per l’intero Universo, ovvero che siamo tutti connessi.

Solo osservando la struttura dell’albero ci accorgeremo subito come riesca a manifestare questa saggezza alla perfezione: possiamo infatti notare come sia composto da tante foglie che si originano tutte da vari rami che a loro volta sono stati creati da un solo tronco.

Da ciò emerge il significato intrinseco della connessione globale, ovvero che ognuno è un essere originato da un’unica Fonte.

In più, quando ci rechiamo nel bosco, siamo soggetti a respirare la loro energia, sia quella fisica relativa agli oli essenziali dalle multi proprietà benefiche che vengono sprigionati nell’aria, sia quella sottile grazie al cosiddetto Sami.

Nella tradizione Q’ero quest’ultimo è una forza non tangibile ma che risuona perfettamente con il nostro essere: è un’energia guaritrice, un vero e proprio nettare (come anche questa parola può essere tradotta) che ci rivitalizza.

Non è, infatti, insolito percepire interiormente sensazioni piacevoli di calma e serenità mentre si cammina in un bosco.

Insomma, la Natura è un vero miracolo.

Benefici scientifici dell’immersione nei boschi o Bagno nella Foresta (Shinrin Yoku)

Come pratica di riconnessione con la Natura che arriva dal lontano Giappone, il Forest Bathing è tornato in auge intorno agli anni ’80 grazie a recenti scoperte scientifiche relative ai suoi effetti benefici sulla nostra salute.

Abbiamo visto prima che la cultura giapponese prevedeva una visione animista della Natura, ovvero che in ogni elemento ci fosse un essere vivente custode di Spirito.

Da questa concezione estratta dallo shintoismo, gli scienziati hanno notato che chi frequentava la Natura per un periodo prolungato, almeno due ore, aveva effetti benefici sulla propria salute.

Ma perchè succede questo?

Innanzitutto bisogna dire che quanto emerso è frutto di studi scientifici autorevoli, quindi non è solo una sensazione che noi proviamo, bensì un processo chimico e fisico che si attiva dentro il nostro sistema.

Perchè quanto emerso evidenzia che i terpeni, ovvero i principali componenti degli oli essenziali di piante e fiori, toccano le nostre corde più profonde scambiando le loro proprietà con il nostro benessere, poichè riescono talvolta a inibire la risposta al nostro stress quotidiano, favorendo il rilascio della tensione e quindi portando dentro di noi un profondo stato di rilassamento.

Alcuni di questi, infatti, abbassano il livello di cortisolo, promuovendo uno stato interiore di estremo beneficio, rinvigorendo la nostra energia, sistema immunitario compreso.

È stato ulteriormente dimostrato che chi era in convalescenza negli ospedali da cui si aveva una vista su un parco manifestava una ripresa più veloce, ricorrendo anche a un minor uso di medicinali antidolorifici, come se nei pazienti fosse esplosa quella voglia di riscatto di voler tornare a vivere in piena salute per poter compiere i loro obiettivi.

La contemplazione e l’interazione con la Natura consente infatti di riportare in sé quella voglia di vivere appieno la propria esistenza, con una ricarica energetica più positiva anche nei confronti delle avversità.

E non per forza dobbiamo avere una foresta a nostra disposizione per stare meglio, anche solo un piccolo angolo di Natura può aiutarci a recuperare il nostro benessere.

Lavorare nel nostro giardino, prendersi cura dei fiori sul nostro balcone oppure sedersi davanti a una pianta da appartamento sono tutte ottime alternative per restare a contatto con la Natura e trovare il proprio spazio in cui trarre beneficio.

Lo Shinrin Yoku non è una pratica complicata: essendo di origine shintoista, ci ricorda che in ogni elemento c’è Spirito, quindi basta anche solo una piccola piantina per poter sentirsi riallineati.

Praticando Forest Bathing ci rilassiamo, consentendo alla mente di placare il ripetere dei pensieri per espandere invece la coscienza, riuscendo finalmente a ritrovare una calma interiore che porta con sé il contatto con il proprio io e quindi una sensazione di benessere complessivo.

Il potere degli Alberi, lo Spirito e l’energia sottile del bosco

Gli alberi sono santuari. Chi sa parlare con loro, chi sa ascoltarli, percepisce la verità” diceva Henry Davi Thoreau, filosofo e naturalista americano.

Gli Alberi sono gli esseri più in comunione con noi, in quanto composti sia da materia che da Spirito, esattamente con ogni uomo, ma il loro funzionamento vitale assomiglia molto al nostro.

Hanno radici che ricordano i nostri bronchi, hanno una linfa che scorre come in noi scorre il sangue, e i cerchi indicatori della loro età nel tronco rammentano le nostre impronte digitali.

Praticare Forest Bathing significa mettersi in connessione con loro e scambiarsi vicendevolmente Energie.

Anche nel mondo reale della materia funziona così: infatti gli Alberi si nutrono di anidride carbonica e producono ossigeno, mentre invece gli uomini emettono anidride carbonica, per loro una sostanza di scarto, e si nutrono di ossigeno proveniente proprio dalle piante. Uno scambio a tutto tondo che rinnova completamente il nostro corpo sotto ogni punto di vista.

In tantissime tradizioni antiche, se non in tutte, gli alberi sono considerati custodi di una grande conoscenza, un po’ perché sono in effetti gli esseri più longevi esistenti su questo pianeta, un po’ perché equiparati a veri e propri ponti di collegamento tra il mondo manifesto e quello invisibile dello Spirito.

Infatti, per la loro struttura che si estende sia verso l’alto con le fronde, che verso il centro con il tronco ed ancora in basso attraverso le radici, si pensava potessero unire facilmente tutti i tre livelli canonici della dimensione spirituale, ovvero quello superiore, quello di mezzo e quello inferiore. Vengono chiamati dai Nativi americani il Popolo in Piedi.

Il metodo forse più usato per avviare un Viaggio Sciamanico è proprio quello di farsi condurre da un cosiddetto Albero di Potere, ovvero colui che si dimostra essere una guida eccellente da cui possiamo attingere una conoscenza davvero unica in quanto strettamente connesso alla nostra essenza.

Essendo esseri anche con un corpo fisico, non solo li incontreremo nel Mondo Invisibile, ma ogni qual volta ci avventureremo nel bosco potremo scoprire autentici maestri in attesa di divulgare il loro sapere a chi vorrà ascoltarlo.

Ciascuno di loro infatti porta con sé il proprio messaggio, noi dovremo solamente ascoltare nel silenzio della Natura.

Questo significa contemplare la Natura, osservare la sua bellezza esteriore e dialogare con la sua unicità profonda esattamente come ogni essere umano. Infatti ogni Albero ha una storia e un carattere individuale, a tratti comunitario alla propria specie, ma comunque speciale.

Ci saranno alcuni più portati ad accoglierci, come la Magnolia dall’energia materna; oppure troveremo altri con una forza marziale che ci respinge, come l’Agrifoglio; altri ancora, invece, dovranno essere sicuri che la nostra presenza non disturbi il loro ambiente e allora si mostreranno pronti a riceverci, come il Biancospino.

Attraverso l’ascolto del cuore, ovvero la ricerca di una profonda connessione, potremo comprendere meglio le loro singole sfaccettature, poiché avvieremo un dialogo diretto, esattamente come ogni viaggio sciamanico.

Ricordiamoci solamente che, se vogliamo avvicinarci a loro per ascoltarli, dovremo chiedergli il permesso così da non invadere il loro spazio, a dimostrazione ancora una volta di avere rispetto per tutti gli esseri viventi.

Il Salice: significato spirituale, intuizione e cambiamento

Nella mia vita sono state poche le volte che ho apprezzato davvero la compagnia di un albero quando ancora ero ignara di quanto in realtà custodissero.

Una di quelle fu molto tempo fa, mi avvicinai ad un Salice richiamata dalla sua figura che mi portava a ricordi di infanzia e ad un famoso cartone animato, Pocahontas.

La figura di Nonna Salice mi attraeva per la sua immensa saggezza e la calma che mi donava guardandola alla TV, e così rispolverai le medesime sansazioni quando mi ritrovai di fronte a quell’albero.

Come abbiamo visto, test scientifici hanno dimostrato che passeggiare in Natura per almeno due ore abbassi il nostro livello di stress ed ansia, restituendoci pace interiore per ritrovare più facilmente il nostro equilibrio.

Quello che infatti vuole comunicare Madre Terra è che dobbiamo accogliere chi siamo senza alcun giudizio, accettare anche il nostro corpo e le sue forme.

Amare ed amarsi sono gesti di pura fede nelle nostre potenzialità e rappresentano un’azione di sacralità anche nei confronti di chi questi doni li ha fatti apposta per noi, ovvero la Fonte.

Se riuscissimo a comprendere che non amarsi significa non amare il Padre, colui che ci ha dato la vita, ricambieremo questo dono mettendo a disposizione della collettività il nostro talento, scoprendo quanto potenziale in realtà custodiamo.

Lo splendore del nostro viso quando siamo innamorati ci ricorda quanto è bello essere amati e amare a nostra volta.

Questo è ciò che ci insegna questo magnifico albero legato al mese di Aprile, ovvero il reale prezioso valore dell’Amore.

Il Salice ci illumina in questo cammino con una Luce tenue, molto materna, quella della Luna piena, pianeta a cui è fortemente legato anche per la sua vicinanza all’elemento acqua, sostenendoci in questo processo.

I Nativi americani conoscevano bene l’Amore che quest’albero ci dona, tanto da usare il suo legno per costruire la famosa capanna sudatoria nel quale svolgevano i rituali di connessione con Madre Terra.

In questa sorta di ritorno all’utero materno, era fondamentale purificarsi a fondo attraverso l’utilizzo di Salvia Bianca, una pianta a loro sacra, così poi da ritornare rinati alla Luce per ripartire con Amore nella nostra avventura chiamata Vita.

Il Ciliegio, il simbolo di caducità dove vita e morte sono due facce della stessa medaglia

Prova a cercare un fiore, un ramo o direttamente un albero di Ciliegio e mettiti lì in ascolto, abbi solamente il piacere di restare vicino ad un fratello e meditare a fianco a lui. Vedrai che sentirai l’Energia di questo meraviglioso Albero che ti avvolgerà di Amore Puro.

Il fiore ha vita breve, ma, se abbiamo il coraggio di aspettare, da quel fiore rinascerà un frutto, il più dolce di tutti.

È questo il grande insegnamento dei Sakura: l’Amore coraggioso. Questo, come abbiamo visto, è il nome che i giapponesi danno ai fiori del Ciliegio.

Li abbiamo conosciuti nel capitolo precedente grazie all’Hanami, la pratica di contemplazione della fioritura di questi alberi simbolo della rinascita primaverile. Il loro nome è associato ai samurai, in quanto emblema di onestà e coraggio.

Un coraggio che non si limita ad affrontare le situazioni della vita, ma che è ben radicato anche di fronte alla morte, accogliendola con dignità.

Il codice dei samurai, il Bushidō, prevedeva infatti che la via che il guerriero doveva seguire fosse una strada di lealtà, nei confronti degli altri ma anche di se stessi. Dunque il samurai doveva sentirsi pronto ad affrontare la morte in ogni momento, senza rimpianti e pronto anche alla sua rinascita nell’Aldilà.

La caduta dei petali insegnava proprio questa morale: un fiore che cade nel momento del suo più alto splendore, nel pieno della fioritura dell’albero, dimostra che non ha paura, che si lascia andare nella sua bellezza, senza essere appassito.

Questo simbolo quindi ci riporta all’idea di una morte che non è la fine di tutto, solamente l’inizio di un nuovo ciclo, dunque essere pronti e rimanere splendenti di fronte a questocosì da consentirci di restare in accordo alla nostra onestà interiore.

Durante la contemplazione della Natura nell’Hanami, i fiori di Ciliegio ci ricordano l’impermanenza della vita, ovvero che tutto è in costante mutamento e niente dura per sempre.

Che la Natura ci guidi con la sua dolcezza attraverso la vita: di fronte alle difficoltà potremmo reagire con Amore. Sempre.

La Magnolia, un albero che ti accompagna a percepire energia materna

La persona che ci ha portato alla Vita è la nostra mamma. La mamma biologica è decisamente importante per noi, anche per non dimenticarci da dove proveniamo e quali sono le nostre radici.

In realtà il nostro corpo, secondo la spiritualità andina (e non solo) ci è stato donato da colei che tutto plasma e dona la vita: Pachamama.

E spesso la Madre Terra si manifesta nella materia attraverso gli alberi, facendoci sentire tutta la protezione e la cura possibile.

Uno degli alberi che maggiormente rappresenta tutte queste qualità è la Magnolia.

Legata strettamente alla Luna, la Magnolia ci permette di percepire sia l’energia della Terra, più radicata e forte, sia quella della Luna stessa, più ancestrale e intima.

Questi due aspetti ci permettono di venire a contatto con la nostra parte più femminile, quella che ci mostra davvero la nostra forza interiore, il nostro potenziale.

Ci metterà infatti in contatto con il nostro secondo chakra, centro energetico della creatività e quindi con ciò che possiamo costruire per il mondo e tutta la comunità.

Abbiamo una parte femminile racchiusa in questo chakra, dunque cerchiamo di prendercene cura esattamente come la nostra mamma biologica si è presa cura di noi quando eravano nel suo grembo.

Connettersi a quest’albero significa intraprendere un viaggio alla ricerca del proprio intimo, nel nostro vero sé, quello che ricorda ancora l’Amore ricevuto anche dalla culla del ventre di Madre Terra.

Le nostre energie torneranno a scorrere con il loro naturale flusso e noi avremo la sensazione di sentirci amati davvero.

L’Amore materno è incondizionato.

L’Unione Sacra nel Biancospino, simbolo matrimoniale celtico

Il 13 Maggio apre le porte al mese dedicato al Biancospino, un arbusto dalle caratteristiche simili agli alberi.

Era una pianta sacra per i Celti e per i Romani perchè ritenuta un ponte di collegamento tra uomo e Natura.

Infatti, nella tradizione nordica era considerata la pianta delle Fate, in quanto secondo la credenza poteva arrivare direttamente a comunicare con il nostro cuore.

Tradizionalmente il Biancospino ci mette in contatto con le nostre emozioni più intime e ci guida verso la risposta alle nostre domande sentimentali.

Quali aspirazioni d’amore abbiamo? Quali sentimenti proviamo in questo momento? Quali piani abbiamo per il nostro futuro di coppia? Stiamo cercando di avere un bambino?

Venere e Marte governano questa stupenda pianta, dal fiore elegante e dalle spine pungenti.

Questo matrimonio che si crea tra gli astri è rispecchiato anche qui sulla Terra tramite proprio il Biancospino, simbolo di Amore, quello duraturo, quello nuziale.

Le emozioni che ci dona riguardano il cuore a tutto tondo, ovvero riequilibra il nostro lato spirituale e ci consente di armonizzare anche quello materiale attraverso l’incoraggiamento all’azione.

Il Biancospino è l’arbusto di unione per eccellenza, dunque se state attraversando un periodo di dubbi sulla coppia, cercate un arbusto e meditate lì vicino.

Il Nocciolo, una saggezza antica per manifestare e creare

Non so se hai mai soffermato la tua attenzione sul tronco di un nocciolo: innanzitutto noterai essere ramificato, liscio e poi vedrai come il suo colore è piuttosto chiaro, tendente al bianco-rossastro-dorato.

Queste sue caratteristiche ci portano già dritti al suo valore intrinseco, ovvero quello di custodire Luce.

Camminando nel bosco in pieno Agosto, tempo migliore per vedere la prima comparsa del suo frutto, le nocciole, noteremo quanto in realtà questo piccolo albero custodisca una grande abbondanza, una grande ricchezza pronta per essere accantonata per tempi più bui, simbologicamente l’Inverno.

Dopo l’avvento di Mabon e del penultimo raccolto, l’Autunno è la stagione in cui noi dobbiamo necessariamente accumulare i doni della Natura per essere pronti a superare nel modo migliore il tempo del riposo.

Osservando i frutti dell’albero di Nocciolo possiamo notare come siano questi con il guscio liscio ed in bella vista.

A differenza del Castagno, che contiene la polpa del frutto all’interno di due gusci, uno addirittura spinoso, la nocciola è contenuta solamente all’interno di un involucro rigido.

Simbolicamente, ciò significa che meditare sotto un Nocciolo o nutrirsi direttamente dei suoi frutti è avvicinarsi al suo insegnamento del dono che ognuno ha e che spesso non viene mostrato al mondo.

Infatti, il talento che abbiamo di solito lo custodiamo nel nostro cuore, quasi come fosse nascosto. Invece è lì, perchè è a disposizione di tutti, esattamente come la nocciola. Basta solo aprire il guscio e questo verrà fuori in tutto il suo splendore. Non dimentichiamoci mai che ognuno di noi ha un dono. Ognuno di noi è un dono.

Questa consapevolezza, coadiuvata dal supporto dell’albero, ci indurrà ad un’armonia positiva tra materia e Spirito: quando riusciremo a scorgere il punto di contatto tra questi due mondi, ritroveremo noi stessi, i nostri doni e il nostro scopo. In tre parole, la nostra Luce e così arriveremo finalmente al nocciolo della nostra vita.

Il percorso non sarà facile, come non è facile riuscire ad aprire il guscio che custodisce il vero nutrimento, ma, con l’aiuto di questo meraviglioso Albero, potremo lasciarci guidare attraverso questo viaggio iniziatico.

I benefici del Tiglio per il tuo bambino interiore

Spesso siamo troppo di fretta per sorridere di fronte a qualcosa. A volte non ci diamo proprio la giusta importanza, ma ti invito a guardarti intorno e trovare qualcosa che ti emozioni.

Sì perchè il sorriso è un’emozione, un sentimento così bello che non riesce a restare nel nostro mondo interiore ma si manifesta anche sul nostro fisico. Coinvolge tutti noi stessi, lasciandoci una sensazione di pace interiore e felicità.

Dunque perchè non sorridere più spesso?

E, come sempre la Natura ci fornisce tutto il necessario per accompagnarci in questo viaggio per far sorridere la nostra energia, il nostro cuore.

Il Tiglio è l’albero adatto per questo scopo: la sua foglia a forma di cuore ci riporta subito a questa connessione, ma soprattutto se osservi i suoi semi cadere, noterai come librano nell’aria alla ricerca di un atterraggio morbido sul manto di Madre Terra, ricordando dei piccoli elicotterini giocattolo e riportando così immediatamente un ricordo felice della tua infanzia.

La spensieratezza che avevamo (quando ancora non si era inseriti nella società degli adulti) ci accompagnava a vivere la vita come fosse un gioco, con l’attitudine di assaporare i momenti fino alla fine e di creare una nostra realtà che ci rendeva felici.

Tutto intorno a noi supportava la nostra libera espressione.

Il ricordo dell’infanzia, quel momento in cui ci sentiamo cullati dall’affetto materno e siamo reduci della magia della riproduzione, è proprio il messaggio del Tiglio: l’energia femminile che ci abbraccia, ci avvolge e ci dà quella serenità di sentirsi parte di qualcosa, di una famiglia che ci supporta e ci accoglie per ciò che siamo davvero.

La foglia a cuore è anche un altro elemento che ci riporta alla mente quella connessione con il mondo femminile da cui tutti proveniamo.

Il cuore è secondo le tradizioni antiche la casa dello Spirito, quel luogo da cui provengono le nostre emozioni, la nostra essenza, il nostro io.

L’abbraccio del Tiglio ci conduce a ritrovare la vera connessione con Madre Terra, con la sua gentilezza ed amorevolezza che ci accarezza ogni giorno, e i suoi frutti ci ricordano questo Amore incondizionato, lasciandoci sulle nostre labbra quel sorriso sereno come prova.

Il finire dell’Estate è il miglior periodo per poter percepire questa serenità.

Il Castagno e l’essenza racchiusa come un tesoro nascosto dentro di te

Il Dio del Bosco Pan fa parte del pantheon delle divinità greche ed è spesso rappresentato come un satiro che viaggia nei boschi suonando un flauto.

Il suo messaggio è quello di lasciarsi guidare dall’istinto, da quella forza misteriosa che ci conduce alla vera scoperta di noi stessi, di chi siamo veramente, senza nessuno schema imposto dalla nostra razionalità o dall’ambiente societario in cui viviamo.

L’istinto è infatti la nostra energia primordiale, quella selvaggia che a contatto con la Natura si mostra nuovamente a noi e ci mette di fronte la nostra vera personalità.

Nel bosco, infatti, quella voce proveniente da dentro chiama a gran voce, facendoci riscoprire quella connessione con il Tutto e il nostro vero sè, quello che ripetutamente cerca di uscire ma incontra sempre mille difficoltà per mostrarsi.

Siamo sempre così occupati a seguire quello che ci viene imposto che fatichiamo a capire davvero chi siamo e qual è il nostro posto nel mondo.

I troppi impegni, poi, sviano la nostra attenzione verso tutt’altro al di fuori di noi e così perdiamo il nostro Sacro Sentiero, ovvero la strada verso la nostra realizzazione in accordo con la nostra essenza più pura.

Dovremo imparare a fermarci e respirare per assaporare la nostra essenza proprio nel momento in cui corriamo di più.

Quale miglior albero per rappresentare questa ricerca se non il Castagno?

Il suo frutto è custodito all’interno di un guscio spinoso e difficile da maneggiare, ma in realtà conduce a una parte più morbida e gustosa.

La metafora insegna che dentro di noi c’è davvero un frutto: sarà difficile raggiungerlo, ma ci avvicinerà alla nostra essenza.

Inoltre, il Castagno protegge il bosco da ogni energia negativa, esattamente come Pan, che utilizza il flauto per richiamare forze positive e benefiche.

Durante un Forest Bathing questo albero può venire in aiuto anche a noi se decideremo di meditare sotto le sue fronde alla riscoperta di noi stessi, sentendoci protetti da un potente custode che vuole solamente il nostro bene.

Le mille voci del Pioppo: superare le paura per ritrovare il coraggio di seguire i tuoi sogni

Ti è mai capitato di addentrarti nel bosco e sentire il rumore di moltissime voci? Guardati attorno, perchè potresti essere al cospetto di un Pioppo.

Dal termine latino popolus, quest’albero vuole comunicare con noi attraverso il suono di mille voci.

Il vento si insinua tra le sue foglie e le muove tutte, generando davvero un’effetto al nostro udito di una piazza affollata.

Questa sua qualità insegna che è un albero che comunica con l’Energia dell’Universo attraverso la sua voce.

Questo potente mezzo viene messo a disposizione di tutti da Madre Natura e quindi possiamo comunicare a qualsiasi Pioppo il nostro desiderio che custodiamo nel cuore, affinchè questo possa essere un tramite per noi per farlo risuonare in tutto il globo.

Il Pioppo nasce nei pressi di fonti d’acqua dunque è questo il suo elemento principale.

Ha una forza avvolgente, materna, in grado di prendersi davvero cura di noi e guidarci verso la realizzazione dei nostri sogni.

Meditare sotto un Pioppo significa ritrovare quelle energie che ci fanno sentire amati e al giusto posto, pronti a mostrare al mondo tutte le nostre potenzialità.

Una madre vuole il meglio per i suoi figli e così, con la schiena poggiata al suo tronco, possiamo percepire questo suo affetto verso di noi per accompagnarci nell’avverare i nostri desideri.

Affidarsi alla sua saggezza significa farsi guidare dall’infinito Amore dell’Universo, completamente rinnovati pronti per un futuro radioso.

La Vite e la liberazione dell’istinto primordiale

Nell’antica tradizione dei popoli greci e romani al Dio Dioniso, nonché Bacco, era legata l’uva come simbolo di possibile ebbrezza, un breve momento concesso per liberarsi dalle catene della vita quotidiana e lasciarsi andare agli istinti primordiali, senza che questi venissero incatenati dal giudizio della mente o dai principi della società.

Questa libera espressione era in realtà effimera, ma altamente efficace per riportare in noi la consapevolezza di chi siamo.

Non serve, però, addentrarsi profondamente all’uso di bere vino, poichè per la tradizione sciamanica la pianta della Vite ci dona una grande consapevolezza di tutti i nostri talenti anche solamente standole accanto e osservandola.

In effetti, la Vite rappresenta proprio la fase di trasformazione che ogni individuo sperimenta almeno una volta nella sua Vita, quella crescita spirituale che ci consente di assaporare davvero la nostra essenza.

Lasciarsi andare, non sentirsi più le catene che la società impone, ma semplicemente affidarsi a ciò che di positivo ci presenta il proprio istinto è il messaggio che la Vite ci dona.

L’essenza floreale derivata proprio da questa pianta, il fiore di Bach Vine, porta in noi la consapevolezza delle proprie capacità, aumentando così il carisma che abbiamo verso il mondo esterno.

Sono infatti gli altri che, vedendoci risplendere di Pura Luce, ci sosterranno in questo cammino.

Gli appoggi esterni offerti, laddove siano affidabili e sicuri, consentono di arrivare davvero alla propria massima espansione, riuscendo così a sviluppare ogni sana caratteristica insita in ciascuno.

La simbologia di questa pianta porta a sviluppare qualità che producono col tempo frutti succosi e dolcissimi.

La Vite avvolge infatti ogni cosa le si avvicini.

Come accade in un abbraccio, questa pianta è in grado di trasmetterci le sue energie, facendoci capire come riuscire ad arrivare in ogni dove, usando la propria forza di volontà e gli appigli che ci offre la vita.

Osservando questa pianta potremo davvero comprendere come poter sviluppare al meglio il nostro vero io, seguendo il Sentiero Sacro che la vita stessa ci mostra. La Vite non si aggrappa a tutto, sceglie la sua strada.

Il Grano è una Luce radiosa che ci guida a ritrovare la nostra forza

Secondo la tradizione celtica il 1 agosto si celebra la Festa di Lammas, nonché la festa del primo raccolto, in particolare del Grano, il cereale più utilizzato nella nostra alimentazione.

Per Grano si intende solitamente il frumento, associato al Sole, alla luce estiva che ne avvolge la spiga e la rende dorata.

Chicco prezioso per l’alimentazione di moltissimi popoli, è di solito usato sotto forma di farina per la realizzazione di pani, focacce e svariati tipi di pasta.

Fino a qualche decennio fa nelle tavole delle famiglie veniva consumata la cosiddetta “varietà antica”, ovvero quei tipi di grani naturali come Madre Terra li aveva concepiti, senza alcuna modifica delle proprietà nutrizionali, spesso autoctoni e quindi anche prodotti localmente.

In taluni casi, l’uomo ha provveduto ad incrociare alcune varietà per ottenerne una che veniva ritenuta più resistente e quindi tendenzialmente più produttiva, come nel caso del Grano Senatore Cappelli, nato in Italia agli inizi del ‘900 dal suo ideatore, l’agronomo e genetista Nazareno Strampelli.

Col passare del tempo, però, l’uomo ha optato per “migliorare” ulteriormente non solo la resistenza della pianta e la sua produttività, ma anche il suo stesso valore nutrizionale, aumentando le proteine che formano il glutine così da poter realizzare prodotti farinacei decisamente più facilmente lavorabili e meglio presentabili esteticamente.

Questo purtroppo a discapito della salute.

Tutti conoscono le conseguenze di un uso smodato di prodotti glutinici: la modifica della mucosa dell’intestino è ciò che più spesso capita a chi ne abusa.

Inoltre, solitamente questi prodotti non contengono più la crusca, non sono quindi più integrali, perdendo così quasi ogni proprietà benefica per lasciare spazio, invece, alla componente zuccherina data dai carboidrati.

Cerchiamo allora di non perdere il messaggio che il Grano Antico ci porta, ovvero recuperare la vista della luce che ci indica la strada migliore per nutrirci al meglio.

La vitalità che può donarti il Timo

Nel bacino del Mediterraneo, tra le rocce, spesso si scorge il Timo, un’erba aromatica dal profumo intenso, ottima per qualsiasi preparazione.

Durante le nostre camminate nei boschi è possibile quindi incontrarlo ed essere assorbiti immediatamente dal suo profumo intenso.

Per i greci questa pianta era il simbolo della vitalità: il suo profumo infatti ci restituisce la forza e la grinta necessaria per affrontare al meglio la vita.

Lavorare insieme al Timo e accogliere il suo profondo insegnamento ci porta a raggiungere insieme a lui un traguardo davvero importante, ovvero il recupero della nostra forza interiore per esprimere al mondo ciò che siamo davvero nella nostra parte migliore.

Pianta associata a Marte soprattutto per le sue foglioline a punta e il suo aroma deciso, riserva anche il lato amorevole mostrando i suoi fiorellini color malva, piccoli e teneri.

Dunque, il Timo ci supporterà amorevolmente nel nostro cammino e al tempo stesso ci infonderà la grinta necessaria per perseguire i nostri obiettivi.

Aglio, un famoso simbolo di protezione spirituale

Spesso le piante stesse ci insegnano a non giudicare dall’aspetto, ma di addentrarci nel loro mondo per scoprire il vero miracolo del Creato.

In questo caso, infatti, l’Aglio ci insegna che i suoi fiori dal bianco candido sono custodi di preziosi segreti.

Siamo tutti abituati al sapore pungente dell’aglio nuovo: specialmente se è crudo, lascia il suo gusto persistente per ore.

Eppure, come ogni dono che Madre Terra ci offre, custodisce in sé una particolare energia materna e femminile.

È infatti risaputo che l’Aglio veniva utilizzato nelle pratiche magiche per allontanare gli Spiriti con basse energie, i cosiddetti spiriti maligni.

Questo valore esoterico che in antichità veniva attribuito al frutto dell’Aglio deriva forse proprio dal grande collegamento che questa pianta ha con Madre Terra.

Ricordiamo che l’Aglio è un bulbo e, come tale, produce il suo frutto sotto terra, direttamente nel ventre di Pachamama.

In più è di colore bianco, simbolo del candore che conserva come insegnamento.

Infatti, se osserviamo la pianta di Aglio per intero, dal frutto al fiore, si riesce a notare e a percepire quanto in realtà sia una creatura soave, dal cuore morbido e guaritore, dalla figura fiera e dall’energia forte e audace, come una vera madre protettrice.

Ha piccoli fiori bianchi e candidi, uno stelo che si erge con orgoglio e il suo bulbo è un grande grembo che raccoglie i suoi figli dal sapore forte: insomma, l’aglio ha tutte le caratteristiche per essere accomunato ad una donna dignitosa, fiera, che non ha timore di mostrare ogni lato del suo carattere, da quello più dolce a quello più “spigoloso”.

L’Aglio è una vera e propria Madre che sa perfettamente prendersi cura dei suoi figli, con polso fermo al bisogno e carezze affettuose in ogni momento.

La Rosa: amore romantico o tragico? Il suo potenziale ti guida a ritrovare l’Amore incondizionato

La Rosa è sicuramente uno dei fiori più apprezzati dal mondo femminile e quindi è diventato nel tempo uno dei regali più donati dagli uomini alle loro amate.

Simbolo per antonomasia dell’Amore romantico, il mito che l’accompagna in realtà la descrive come un amore tragico da cui provengono anche le sue spine.

L’origine della Rosa, infatti, è legata alla Dea greca della bellezza Afrodite, innamorata perdutamente di un bellissimo giovane che si chiamava Adone.

Durante una battuta di caccia egli morì e lei si precipitò verso di lui oltrepassando dei rovi che la ferirono. La leggenda vuole che dal suo sangue nacquero fiori stupendi che noi conosciamo come le Rose.

Afrodite amava sinceramente Adone, quindi il suo sentimento si è impresso nel fiore e ad oggi è il simbolo dell’Amore incondizionato che incarna meglio l’emozione pura che si prova per una persona.

L’Amore che però rappresenta la Rosa è invece, come abbiamo visto, un sentimento sofferto: la metafora che racchiude in sè è che per arrivare al lato più bello della vita di coppia (il fiore) bisogna attraversare insieme anche i momenti difficili (le spine) che però uniscono e fortificano il legame.

Infatti i pianeti che governano i suoi principi sono Marte e Venere, la guerra e l’amore, l’uno l’opposto dell’altro eppure indivisibili.

Ogni storia personale e di coppia racchiude in sè sia sofferenza che gioia, ma questa è la magia della vita che lascia nei nostri ricordi solo la piacevole immagine di una Rosa appena sbocciata.

Ammirando questo fiore stupendo rimarremo affascinati dalla perfezione che può creare Madre Natura: non appena ne vedremo una lungo il nostro cammino, catturerà tutta la nostra attenzione.

Il fiore del Narciso come simbolo di Verità interiore

Tutta la Natura si esprime in maniera onesta e sincera e rimanere a contatto con essa significa ritrovare anche la verità che giace dentro di noi.

Troppo spesso tendiamo a costruire una storia che non rispecchia la verità di chi siamo e così ne rimaniamo prigionieri, divenendo vittime di noi stessi.

In una Natura selvaggia potremo toglierci le catene che ci siamo imposti e lasciare che la nostra vera essenza si esprima liberamente.

Camminare nel bosco ci lega al nostro vero io, poichè a stretto contatto con la Natura non ci sentiremo giudicati, anzi ci accoglierà per ciò che siamo e ci amerà incondizionatamente.

Se ci immergiamo in Natura nel periodo primaverile, sentiremo il richiamo di alcune piante, fiori o alberi che conducono a soffermarci per chiederci se stiamo camminando sul Sentiero della Verità.

Un fiore fra questi è il Narciso: il suo mito racconta di un ragazzo, Narciso appunto, che non si rese mai conto dell’amore che una Ninfa, Eco, provava per lui. Aveva disprezzato questo amore puro e così gli Dei lo punirono facendolo innamorare di sè.

Cominciò ad amarsi incondizionatamente a tal punto di diventare vittima di se stesso e cadere, senza accorgesene, preda delle acque.

Non dobbiamo essere accecati da qualcosa di imposto, dobbiamo perseguire un sentimento puro come l’Amore, apprezzando ogni regalo che ci arriva dall’Universo.

Il Narciso è, infatti, il fiore più bello che ci dona la Natura dopo essere rinata in Primavera, proprio perchè sboccia appena arriva il primo tepore dopo l’Inverno, quasi come fosse una Luce che ci guida verso la strada giusta.

La Calendula, il fiore degli Antenati per la tradizione messicana

Della Calendula conoscevo solamente le sue proprietà calmanti per una pella arrossata.

Durante il mio percorso, invece, ho scoperto essere uno dei fiori più utilizzati per rituali e celebrazioni, soprattutto in Messico.

E’ infatti usanza popolare posizionare una scia di petali di questo fiore durante la notte di Halloween: in questo modo gli Spiriti Antenati che verranno a farci visita potranno trovare facilmente la via di casa.

Sarebbe quindi la Calendula a illuminare il tragitto da seguire tra il Mondo dello Spirito e quello della materia, e questo è proprio il messaggio che porta con sè.

Osservando il fiore, infatti, potrai notare come questo rimanga aperto solamente alla luce del Sole.

Possiede quindi una forza luminosa in grado di irradiare con i suoi petali la via, sia per gli Spiriti sia per noi.

Ebbene, se ci mettiamo in comunicazione con lei, potrebbe arrivarci un’illuminazione rispetto ad una situazione di cui stavamo cercando una soluzione.

Cerchiamo quindi di connetterci a questo splendido fiore dal colore arancione della Luce: cerchiamo di assorbirne le proprietà e custodiamole affinchè ci possano guidare lungo il nostro Sacro Sentiero, la migliore via che potremo percorrere per raggiungere la nostra vera essenza.

La Mimosa: un Sole luminoso nel periodo più buio dell’anno

Se ci guardiamo intorno nel periodo più buio, ovvero il culmine dell’Inverno, scopriremo come certi elementi sembrano davvero risplendere, ricordandoci così che la Luce sta tornando e le tenebre le stanno lasciando il posto d’onore.

L’albero della Mimosa produce fiori gialli come il Sole, risultando essere veramente un raggio che ci abbaglia e ci illumina preparandoci al tempo dell’abbondanza che verrà.

La Mimosa è davvero il simbolo della rinascita, perchè è uno dei primi fiori che sboccia dopo il freddo della stagione del riposo, ricordandoci che presto tornerà una nuova Primavera e che Madre Terra sboccerà a nuova vita.

La Mimosa rappresenta al meglio questa energia, essendo proprio la custode della forza interiore di rinascita alla Luce dopo la venuta dell’Inverno in cui tutto si è fermato.

Rispetto agli alberi che fioriranno più tardi e che spesso sono associati al sentimento dell’Amore, perchè uniti al Fuoco propiziatorio di unione di Beltane (la festa a metà tra Primavera ed Estate), la Mimosa racchiude più che altro uno Spirito che ci accarezza, facendoci sentire quella dolcezza profonda che poi sboccerà appunto nell’Amore.

Ecco, dunque, perché la Mimosa è stata associata alla Festa delle Donne: racchiude quella dualità tipica del mondo femminile, una grande forza interiore accostata ad una dolcezza infinita.

Essa ci insegna a sbocciare anche dopo un periodo di grandi difficoltà.

Camminiamo insieme: vivi un’esperienza guidata nel cuore della Liguria

Con l’avvento del tempo di Primavera, il lavoro che possiamo svolgere a contatto con la Natura è davvero molto importante, principalmente per due motivi:

  1. ci connette direttamente al ciclo della Madre Terra, scoprendone i colori e i paesaggi suggestivi, regolando il nostro flusso in accordo con le sue energie
  2. ci consente di apportare una rinascita alle nostre forze interiori, grazie al Sami e all’avvento della Luce, sempre più diretta verso il suo culmine.

Nel mio lavoro è fondamentale dedicare dei momenti al Forest Bathing, perchè, se è importante imparare la teoria e dunque come ci si può avvicinare al mondo dello sciamanesimo, è altrettanto importante la pratica. Pertanto, alcuni eventi sono proprio strutturati per concederti benessere a diretto contatto con la Natura.

Se, come me, vivi in Liguria, saprai che questo territorio offre tantissime risorse su dove praticare Shinrin Yoku: dai boschi dell’entroterra genovese, al Parco dell’Aveto o del Beigua, la Natura ligure è ricca di energia pulsante, viva.

Se vuoi rimanere aggiornatə sui prossimi eventi prevalentemente in zona Genova e dintorni, ti invito ad iscriverti alla newsletter per non perdere contenuti importanti e le date ufficiali.

Ti abbraccio,
Ele

Chi sono

Ciao, io sono Eleonora, un’operatrice olistica che ascolta e promuove il contatto con la Natura. Sono, infatti, Forest Therapy Guide.

Ho capito nel tempo che ritornare ad una profonda connessione con la Natura significa ritrovare la strada di casa, riscoprire che siamo parte di un qualcosa di più grande ma che ci abbraccia tutti.

Attraverso il contatto con Madre Terra durante incontri di Forest Bathing o direttamente durante i trattamenti e le cerimonie sciamaniche che propongo, ti aiuto a rallentare, a respirare, semplicemente a stare nel tuo qui e ora.

Nelle Ande il termine per chiamare Madre Terra è Pachamama, dove pacha ha proprio il valore di uno spazio e un tempo ben preciso, ovvero il presente.

Recuperiamo insieme questo legame, riscoprendo davvero quanto tu sia importante per la comunità: ritrovando questa connessione, esplorerai il tuo potenziale.

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Contatto con gli Alberi attraverso il sesto chakra

Il tuo corpo cambia? Cosa ti stanno dicendo le tue emozioni attraverso il tuo peso

Quando il tuo corpo inizia a cambiare, prendendo o perdendo peso, le tue emozioni diventano un riflesso tangibile di questa metamorfosi e possono essere travolgenti. In questo momento, è cruciale non attribuire colpe, ma piuttosto capire che sei solo tu l’unicə...

Quanto è semplice ritrovare la pace interiore quando mente e emozioni non sono in armonia?

La pace interiore è un obiettivo che appartiene un po' a tutti, ma non è così semplice trovarla. Da raggiungere infatti non è mai facile, anzi praticamente impossibile. Eppure quando siamo in pace con noi stessi il mondo sembra rallentare, sembra conformarsi al nostro...

Un trattamento energetico funziona davvero anche a distanza?

Se ti rivolgi ad un operatore olisitico è perchè senti che il tuo corpo sottile necessita di un riequilibrio. Questo significa che nel momento del trattamento è bene che tu prenda necessariamente la consapevolezza di dove sta agendo l’operatore (in questo caso io) in...

Perché non hai mai tempo? Il blocco energetico che ti allontana da te

Fare, fare, fare… è questa la parola magica che ti ritrovi a dire costantemente in questo periodo. Non riesci a staccare un solo momento perchè ti ritrovi sempre qualcosa da portare a termine, qualche azione da compiere per mandare avanti il processo lavorativo o...

Reiki egiziano: cos’è e come agisce sulla tua energia

Il popolo degli Antichi Egizi possedeva ampie conoscenze relative al corpo umano. I loro medici sapevano che ogni individuo nasconde in sé una dualità data dal corpo fisico e da quello spirituale. Al nostro interno infatti è custodita la Vita. Oltre alla loro cultura...

Cos’è la medicina energetica e come può aiutarti davvero

Per medicina energetica si intende un approccio finalizzato alla guarigione più profonda del sintomo, appunto a livello energetico. E' un concetto piuttosto semplice dal punto di vista pratico, molto più complesso dal punto di vista teorico, poichè, ad oggi,...

Sciamanesimo, dal viaggio sciamanico ai trattamenti: i metodi ancestrali per liberarti da blocchi interiori e ritrovare la tua energia

Lo Sciamanesimo (o sciamanismo) è un'antichissima pratica di rivelazione diretta. Ma cosa significa davvero? In realtà è molto più facile a farsi che a dirsi. Ovvero, se si prova ad avviare un viaggio sciamanico si può percepire tutta la sua potenzialità....

La Festa delle Donne e il significato profondo dell’8 marzo

Oggi è una giornata speciale: si festaggia la figura della Donna, l’importanza che ha ricoperto nei secoli e nella storia nonostante spesso le società patriarcali le abbiano tolto molti diritti. Tutte le Donne sono fondamentali per la società: i nostri Antenati lo...

Grande Festa del Raccolto

È da poco passata la Luna Piena del grano maturo, la quale ci ricorda che questo è il tempo migliore per raccogliere il grano e accontanarlo per l’Inverno. Ma non solo dovremo prestare attenzione al grano, bensì a tutti i frutti in generale, poichè è infatti questo il...

Perchè continui a vivere relazioni tossiche? Il significato dal punto di vista sciamanico

Trovare la persona giusta è quel piccolo miracolo che ti permette di nutrire a fondo il tuo cammino: si costruisce una strada insieme, si cammina fianco a fianco e si cresce nel proprio percorso dandosi la mano e supportandosi a vicenda. Questo è ciò che in una...