Si sente spesso parlare di pratica di Reiki, ma a cosa si fa veramente riferimento?
Intanto partiamo dal principio, ovvero sapere che noi siamo composti da Energia. La scienza oggigiorno ce lo conferma grazie agli studi della fisica quantistica: noi emettiamo frequenze, dunque siamo fatti di una forza che attraverso il suo movimento genera vita, chiamata appunto energia. Se vuoi approfondire meglio il tema, ti lascio qui l’articolo dove ne parlo dettagliatamente.
Anche il nostro corpo è energia, solamente in una forma differente, ovvero materiale, fisica, più concreta e dunque più densa, ma la sostanza primaria non cambia.
Detto questo, è ovvio che si comincia a chiedersi come può esserci utile questa informazione per noi in maniera diretta, come può aiutarci nella nostra vita quotidiana.
Ecco che qui entrano in campo tutte quelle che sono le conoscenze a riguardo, poichè, essendo gli studiosi riusciti a misurare le frequenze di soggetti sani rispetto a quelli che presentavano una patologia di qualsiasi tipo, si è notato che il movimento oscillatorio delle particelle mutava le loro onde, variando verso riferimenti più bassi in caso di malessere.
Si è quindi presentata la necessità di cominciare a capire come innalzare queste frequenze per riportarle nella loro condizione naturale e quindi ricondurre al benessere a livello profondo chi presentava appunto disarmonie energetiche.
Esistono tanti tipi di pratiche che possono supportare questa trasformazione, il Reiki è una di queste.
Reiki è una parola di origine giapponese che significa Energia Universale unita all’energia personale, in un connubio di assistenza reciproca dove la parte personale si mette a disposizione di quella universale affinchè possa essere trasmessa nella maniera più diretta possibile. Questo è Reiki.
Quello che però siamo solitamente abituati è sentir parlare della pratica di Usui, il Maestro giapponese che ha vissuto nella prima metà del secolo scorso, riportando in auge quella che è la tecnica del Reiki, ovvero appunto della trasmissione energetica di frequenze molto alte provenienti dalla Fonte Universale. Se ti interessa approfondire cos’è e come si svolge il percorso, clicca qui.
Spesso e volentieri si sentono però persone che hanno provato questa tecnica di guarigione profonda e che no ne siano rimaste soddisfatte, dichiarando di non aver sentito nulla o, a volte, anche di aver percepito fastidi nel loro corpo materiale.
Possibile che questo accada?
Assolutamente si, perchè troppo spesso il Reiki Usui non prende in considerazione la globalità: abbiamo visto che siamo tutti energia, anche la Terra emette frequenze e così ogni corpo o cosa a contatto con quella persona.
Se l’ambiente intorno a noi non è adeguatamente purificato, se stiamo operando su un nodo di Hartmann (ovvero quell’intreccio della Terra in cui essa emette frequenze ancora più basse rispetto al solito) senza accorgecene, se noi stessi stiamo emettendo frequenze disarmoniche dovute a un’emotività in trambusto o simili, se la persona presenta reticenze a ricevere buona energia per dubbi o domande che albergano nella sua mente, il trattamento che faremo sarà effettivamente poco efficace.
Quindi la soluzione qual è?
In realtà, molti operatori utilizzano la tecnica della centratura del cuore per fornire un trattamento decisamente rilevante, volto al benessere della persona. Si utilizza anche della simbologia sacra, affinchè il trattamento stesso possa prendere forza ed essere più incisivo, supportando nel viaggio la persona che si affida.
Ma io personalmente preferisco affidarmi a tecniche molto più antiche, provate per secoli dai nostri Antenati con evidente risultati. E’ sempre Reiki, è sempre Energia, solamente prelevata in maniera più diretta, ovvero direttamente dalla Fonte e quindi capace di oltrapassare qualsiasi limite fisico o emotivo così da arrivare dritta a dove serve il suo intervento.
Gli Antichi Egizi, ad esempio, utilizzavano la pratica dell’heka, la loro magia rituale di guarigione energetica. Consisteva in una tecnica dove venivano utilizzati simboli sacri e l’aiuto diretto degli Dei. Ne parlo qui se ti interessa approfondire.
I simboli legati alle divinità, infatti, si presentano decisamente più incisivi, proprio perchè la loro energia proviene direttamente dalla Fonte attraverso Dei che si propongono da tramiti affinchè noi esseri umani possiamo trarne beneficio.
Questa empatia negli Dei, in qualsiasi divinità di qualsiasi cultura, è fondamentale per comprendere al meglio la differenza tra Reiki Usui e questo tipo di Reiki proveniente da un lontano passato, che si può ora definire Reiki Ancestrale.
Avere un supporto divino che intercede per noi con la Fonte, dove divino si intende tutte quelle forme di Luce a cui noi possiamo fare riferimento, dalla Dea Brighid, a San Michele, dalla Dea Morrigan, a Saint Germain a tutte le divinità egizie o a qualsiasi altro supporto in cui crediamo, è quel vantaggio che abbiamo in caso noi non ci sentiamo troppo idonei a fornire un trattamento.
Questo perchè valichiamo il volere delle nostre emozioni o della nostra mente, valichiamo quelli che sono gli impedimenti materiali o energetici intorno a noi, ma invece attuiamo la pratica più potente di tutte: ci affidiamo al volere dell’Energia.
Questo è ciò che facevano i nostri Antenati e questo è ciò che cerco di fare io portando nel mio bagaglio altri tipi di Reiki, più vicini alle pratiche che svolgevano in antichità e più vicini a coloro che sono pronti a fornirci il loro supporto energetico in qualsiasi istante della nostra vita.
Ognuno deve trovare il metodo che più si avvicina alle proprie necessità, dunque affidati al tuo sentire e scopri il Sentiero Sacro per te.
Se poi avrai bisogno di me, sarò lieta di accoglierti.
Ti abbraccio



