Ogni Albero ha racchiuso in sè un messaggio, un insegnamento prezioso a cui tutti dovremmo rivolgerci.
Questo perchè attraverso il loro linguaggio sincero e diretto potremo arrivare al nostro cuore e percepire davvero chi siamo.
Attraverso il loro ascolto tutto ci potrà essere rivelato, in quanto arriveremo all’essenza della comunicazione con l’Universo.
Ognuno di loro è anche un essere unico e diverso dagli altri, dunque ciascun Albero racchiude in sè una saggezza preziosa che merita un’attenzione particolare. Esattamente come ogni altra pianta.
Quest’oggi si celebra nel calendario pagano La Festa della Vigna, ovvero il tempo migliore per la raccolta dei suoi frutti per ricavarne nel prossimo futuro la bevanda alcolica più conosciuta al mondo: il vino.
Secondo la Ruota dell’Anno, infatti, siamo sul finire dell’Estate, dunque è fondamentale raccogliere e trasformare i doni della terra affinchè durante l’Inverno possiamo alimentarci al meglio e nutrire anche il nostro Spirito.
Stiamo per passare Mabon, la celebrazione dell’equinozio di Autunno e la seconda festa del raccolto.
Il momento è quindi propizio per accogliere la vendemmia e ascoltare ciò che la Vite ci insegna per il nostro cammino della Vita.
Nell’articolo dell’anno scorso abbiamo già visto il significato simbolico della Vite, ovvero quello della trasformazione e dell’affidamento ai propri sostegni.
Quest’anno volevo maggiormente concentrarmi sull’idea della Festa, un momento di condivisione collettiva nel quale fisicamente si trasforma un dono della terra, ovvero l’Uva, in uno strumento di connessione e di avvicinamento al Divino, ovvero il Vino.
La bevanda sacra al Dio Dionisio e ad altri Dei di differenti culture è propriamente un mezzo per cui, inebriandoci del suo nettare, riusciamo ad alterare e così ad espandere la nostra coscienza e raggiungere quindi la propria rivelazione diretta addentrandoci nei meandri delle più alte Sfere.
Infatti il Vino è un simbolo legato alle emozioni: libera gli istinti, le pulsioni, la libido e la creatività.
Tutte qualità insite in noi e spesso incatenate dalla società o dai nostri schemi mentali.
Avvicinandoci al Divino attraverso questo nettare riusciremo ad avvicinarci anche al nostro io più profondo, a scoprirlo e ad accoglierlo.
In fondo, il fiore di Bach Vine ha come qualità la consapevolezza dei nostri talenti, riuscendo così a condurci alla nostra essenza più intima e quindi a liberarci da ogni imposizione che noi stessi e la società ci hanno cucito addosso.
Celebriamo dunque questa Festa trasfomandoci in noi stessi!



