Lo Sciamanesimo (o sciamanismo) è un’antichissima pratica di rivelazione diretta. Ma cosa significa davvero?
In realtà è molto più facile a farsi che a dirsi. Ovvero, se si prova ad avviare un viaggio sciamanico si può percepire tutta la sua potenzialità.
Semplicemente perchè per “rivelazione diretta” si intende che sei tu e soltanto tu ad addentrarti nel tuo viaggio verso la riscoperta di chi sei veramente. Ti vedi. Davvero.
Tutti noi pensiamo di conoscerci nel profondo, ma siamo proprio sicuri di sapere quello che custodiamo?
Ecco, la pratica sciamanica aiuta a vederti nell’essenza, ciò che spesso non si è abituati a vedere, ma soprattutto ti guida verso la consapevolezza del potenziale custodito dentro di te e fino ad adesso rimasto sopito.
Come riuscire ad arrivare ad avere la propria rivelazione? Continua nella lettura così da capire meglio come lo sciamanesimo può aiutarti nel tuo cammino.
Indice
- La pratica sciamanica affonda le sue radici in un lontano passato
- Lo sciamanesimo oggi nella modernità
- A cosa serve lo sciamanesimo?
- La figura dello sciamano: stregone o uomo medicina?
- Perchè si parla di pratica sciamanica?
- Chi è il Totem, un Animale Guida dal tuo stesso valore
- Falsi miti sulla pratica sciamanica
La pratica sciamanica affonda le sue radici in un lontano passato
Perchè diciamo che lo sciamanesimo è la pratica più antica che l’uomo conosca?
Fin da quando l’essere umano è sulla Terra, il desiderio di scoprire il suo scopo in questa esistenza, il significato della Vita e cosa c’era dopo la morte fisica l’hanno spinto a ricercare una spiritualità profonda.
E per spiritualità qui si intende proprio la definizione da dizionario, ovvero la dimensione interiore umana orientata alla ricerca del senso profondo dell’esistenza, della crescita personale e della connessione con qualcosa di superiore.
Questo è solo l’inizio del viaggio in questo articolo, per chiarire insieme cos’è la pratica sciamanica, ma soprattutto per capire cosa custodisce la tua essenza profonda.
I popoli antichi e la spiritualità ancestrale
Come abbiamo appena detto, la pratica sciamanica ha origini antichissime, si perde nella notte dei tempi e si dice che sia iniziata proprio da quando l’uomo è sulla Terra per le ragioni che ci siamo detti, ovvero trovare risposte a domande esistenziali.
In molte culture arcaiche e preistoriche vi sono pitture rupestri che possono far pensare a rituali sciamanici in cui il protagonista raffigurato si vestiva con pelli di animali e metteva in atto le sue tecniche di connessione con la Natura per accompagnare il malato verso la sua guarigione, oppure per guidare tutta la tribù in un cammino ricco di abbondanza, o ancora cercare di ottenere una protezione spirituale di qualche tipo.
Lo sciamano era colui che si occupava di fare da tramite tra gli esseri umani e la Natura e per questo veniva rappresentato spesso con copricapi che ricordavano un animale o, appunto, con pelli.
Analizzeremo più avanti questa misteriosa figura, ma quello che ci interessa adesso è capire come gli Antichi si approcciassero alla ricerca di una spiritualità costante, giornaliera si potrebbe dire.
Per loro ogni cosa era sacra, perchè facente parte della Natura da cui dipendeva la loro sopravvivenza, pertanto ogni elemento era visto o come un supporto o come un flagello.
Conoscere ciò che potesse essere utilizzato da ciò che fosse nocivo era di vitale importanza e dunque si affidavano alle conoscenze che i cosiddetti uomini medicina avevano.
Ma il concetto che stava alla base di tutto è che ogni essere era sacro per il semplice fatto che veniva considerato come parte integrante della propria vita. Non c’era una gerarchia dove gli umani fossero in cima alla catena alimentare e dunque al vertice di ogni cosa.
Ciascun animale, pianta o elemento naturale era visto come un essere vivente, con proprietà uniche e simbolo di un qualcosa di specifico.
Osservare un fenomento atmosferico era interpretare il segno del Divino, semplicemente perchè tutto era vita.
Si fa riferimento oggi alla fratellanza universale, per il fatto che tutto è energia e che derivi da un’unica Fonte in grado di generare la vita attraverso il suo movimento. Abbiamo approfondito l’argomento qui.
La spiritualità che caratterizzava le culture del passato era proprio questa: un rispetto profondo verso l’ambiente circostante, dove l’uomo era solo un ospite, in grado di adattarsi alle condizioni di un luogo anche se con difficoltà.
La coltivazione apparteneva già ad un essere umano più evoluto, e nemmeno a tutti i popoli. E anche laddove si svolgesse, le piante venivano considerate come esseri viventi facenti parte di una grande famiglia. Infatti, grazie all’esperienza maturata nell’ascolto della Natura, gli esseri umani erano in grado di seminare nello stesso terreno piante che fossero capaci di aiutarsi tra loro, come le cosiddette tre sorelle, ovvero zucca, mais e fagiolo: l’ombra delle foglie di zucca concedesse naturalmente una protezione al terreno per conservare l’umidità ideale utile al fagiolo, così che questo potesse sviluppare in altezza arrampicandosi al mais che nel frattempo era cresciuto grazie ai prodotti azotati donati dallo stesso fagiolo. Oggi questa tecnica la chiamiamo consociazione.
Era una spiritualità più concreta e meno eterica, dove la Fonte generatrice di tutto era una divinità vicina, naturale appunto: la sua emanazione era in ogni cosa esistente.
Non parliamo infatti di religione, perchè nello sciamanesimo non ci sono regole imposte, si vive solamente a stretto contatto con il Creato e con se stessi.
Oggi si direbbe in armonia con il Tutto.
Le pratiche spirituali degli Antenati
Siccome il rapporto uomo-Natura era molto sentito, il modo di comunicare con il Divino che avevano i nostri Antenati era finalizzato a richiamare le forze profonde del luogo.
Ogni elemento, in quanto essere unico, possedeva le proprie caratteristiche, che, con la nascita delle religioni, furono successivamente attribuite a Dei specifici. Dai Celti agli Egizi, ogni cultura arcaica sviluppava un proprio panthoen di divinità.
Ma l’uomo primitivo, in cerca solo esclusivamente di se stesso come emanazione del divino, aveva una ritualità molto più semplice rispetto alle future religioni.
Ricercava un contatto diretto con la Natura, percepiva sacralità in luoghi speciali e tentava di riscopire una vicinanza con il Cielo sviluppando altari direttamente sui monti.
Uno degli esempi migliori è lo shintoismo, una religione animista molto antica proveniente direttamente dal Giappone, patria del più moderno Forest Bathing, dove la Natura è veicolo di benessere attraverso il potere di alberi e piante.
Ma, senza allontanarci troppo da casa, il popolo dei Ligures aveva dato fiducia al territorio della Liguria e aree limitrofe per erigere le loro abitazioni nonchè i propri luoghi di culto.
Si dice spesso che la Liguria antica fosse una terra inospitale, per i suoi continui sali e scendi dunque una quantità esigua di zone pianeggianti, molti boschi dai mille pericoli e la predominanza di ambienti collinari e montani che obbligavano le singole tribù a erigere i loro piccolli villaggi nelle zone più in alto (i fammosi castellari) proprio per assicurarsi la giusta protezione, ma senza escludere altre difficoltà, in primis le coltivazioni da mantenere in un terreno a terrazze.
Questo popolo ancestrale aveva una spiritualità sincera, in cui il richiamo di ogni Spirito era per protezione, abbondanza, come pure per benevolenza.
Insomma, gli Antichi si connettevano alla Natura perchè era il luogo che li ospitava, onorando la fratellanza universale e il rispetto per ogni creatura esistente.
Lo sciamanesimo oggi nella modernità
Rispetto al passato, lo sciamanesimo oggi è una pratica leggermente differente.
Non è cambiata nella sostanza, ma solamente come l’uomo moderno si approccia a questa tecnica ancestrale di ricerca del proprio sè.
Il continuo andare di fretta ci ha un po’ allontanato da un rapporto con la Natura di ascolto lento e profondo, ma non per questo non possiamo recuperare alcune pratiche, soprattutto imparare a ritagliarsi i propri spazi.
E questo è ciò che ci invita a seguire lo sciamanesimo che potremo definire moderno.
Cosa si intende per Sciamanesimo?
Si parla, infatti, oggi di pratica proprio perchè, per definizione, è un’applicazione concreta di teorie, conoscenze o abilità, in questo caso legate al mondo dello Spirito, alla spiritualità intrinseca.
Per non dare terminologie affrettate, facciamo subito un chiarimento riguardo allo Spirito: per gli Antenati è la parte più profonda di noi, quella che detiene la nostra Vita. Oggi, chiameremo Spirito l’energia che circola nel nostro corpo e lo compone.
Secondo i popoli antichi, lo Spirito era quel soffio vitale proveniente direttamente dal Divino, quella Fonte dispensatrice di vita dalla quale tutti proveniamo.
Sentire e percepire questa forza dentro di noi significava ritrovare la propria essenza, quella parte divina grazie al quale ci affacciamo alla Vita.
Lo Spirito, infatti, secondo le antiche culture, custodiva ogni risposta a tutte le nostre domande più esistenziali, dal proprio scopo appunto, ai talenti, ai doni, ai sogni…
La pratica sciamanica ci accompagna a riscoprire ciò che custodiamo dentro di noi, il nostro Spirito, attraverso tre mezzi principali: il Viaggio sciamanico, le cerimonie per connettersi al tutto e così alla Fonte e i trattamenti rivolti a far emergere la nostra naturale energia.
Tutto questo in maniera diretta, ovvero dove noi e solo noi siamo i tramiti di questa rivelazione, seppur spesso guidati dalla saggezza di uno sciamano.
Solamente che ogni cultura aveva il suo modo specifico di avviare questa ricerca. E dunque sia il viaggio sciamanico che i trattamenti venivano eseguiti in maniere diffenti.
Lo sciamanesimo trans-culturale e le culture ancestrali
Avrai sentito parlare degli sciamani della Siberia e dei loro famosi tamburi, come immagino avrai sentito parlare dell’ayahuasca utilizzata dai popoli nativi dell’Amazzonia.
Questo perchè ogni popolazione aveva tradizioni differenti secondo il proprio modo di approcciarsi alla Natura e ai simboli utilizzati nella loro cultura. Per questo motivo che sentirai spesso parlare di Sciamanesimo di vari popoli, come quello siberiano, quello celtico, quello dei Nativi americani, quello peruviano e così via.
Ogni tradizione popolare utilizzava infatti differenti tecniche per addentrarsi nel proprio viaggio: i siberiani usavano i tamburi, in altre parti del mondo piante psicotrope per alterare il proprio stato di coscienza, alcune tribù del Nord America il digiuno per quattro giorni e così via.
Ogni popolo ha la propria cultura e ciascuno di loro preserva una saggezza davvero importante da cui attingere. Sarai tu a scegliere quella più affine a te, ma c’è anche un altro modo di vedere le cose.
Si parla quindi oggi di Sciamanesimo trans-culturale per indicare quel tipo di pratica che attinge da ogni cultura del mondo e ne trae ciò che è più funzionale per il proprio scopo.
Da qui deriva uno sciamanesimo più personale, quello ciò che promuove le tradizioni che risuonano di più col proprio sentire e così lascia emergere la libertà di esprimersi nella spiritualità.
La trans-cullturalità è certamente una grande fortuna che abbiamo ai giorni nostri: ricercare culture ancestrali che sono in accordo a noi, riscoprirle, recuperarle e promuoverle nel nostro quotidiano ci consente di attingere da una spiritualità molto profonda, custodita negli insegnamenti dei nostri Avi.
In questo modo riusciremo più facilmente a mettere in pratica ciò che essi ci hanno lasciato, amalgamando la nostra vita moderna con una dai ritmi più lenti e connessi alla Natura.
Questo tipo di sciamanesimo è ciò che promuovo anche io, perchè credo fermamente che la libera espressione della propria spitualità sia il valore fondamentale per ritrovare se stessi attraverso insegnamenti ancestrali che smuovono qualcosa dentro di noi, accendono quel fuoco della passione che permette di innamorarci nuovamente della Vita.
E tutto questo coniugando la modernità con il passato, per una ricerca del Sacro nella nostra quotidianità, anche laddove si va di fretta e si è pieni di impegni.
Uno dei primi che ci ha immerso in questa concezione è Mircea Eliade, antropologo e studioso delle religioni che hanno guidato l’uomo nella sua crescita spirituale.
Se ti capita di leggere il suo saggio sulle culture “Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi” vedrai come magistralmente ti accompagna in un vero e proprio viaggio tra le culture, passando dalla Siberia e dalla loro visione di estasi fino ad arrivare alle Americhe e ancora toccando l’Oceania con gli aborigeni.
Questo perchè vuole mostrarti una spiritualità che in un certo verso è comune a tutti i popoli, ovvero quel bisogno di contattare il proprio Spirito, di ricercare la parte divina che è in noi con tecniche differenti ma con la medesima essenza e profondità.
Il core shamanism di Michael Harner
Il passaggio da questa concezione di libertà spirituale ad una più standard è stato abbastanza semplice.
Questo perchè in molte culture, come evidenziava anche Eliade, ci sono punti di contatto, comuni in molte parti del mondo con il medesimo intento, ovvero quello di connettersi con il proprio Spirito.
L’utilizzo del tamburo durante il Viaggio sciamanico si riscontra effettivamente in gran parte dei popoli ancestrali, sia come mezzo di supporto in balli per condurre alla trance, sia come mezzo fondamentale per guidare in un’esperienza introspettiva sempre attraverso la trance. Approfondiremo questo tema nel capito riguardante il Viaggio sciamanico.
Addentrandoci, invece, direttamente al Core Shaminism, possiamo dire che è un tipo di sciamanesimo trans-culturale studiato e promosso maggiormente a ridosso degli anni ’80 del ventesimo secolo da Michael Harner e Sandra Ingerman, forse i maggiori esponenti di quel tipo di spiritualità.
Loro, insieme ad altri, hanno notato come alcune tradizioni combaciassero quasi perfettamente tra popoli molto distanti per tempo e spazio; da queste similitudini hanno ideato uno sciamanesimo standard collettivo dove praticamente ognuno potesse rispecchiarsi perchè al di là delle singole culture (trans-culturale appunto), creando un vero legame tra le varie popolazioni e valicando discorsi di razzismo o di credenze religiose.
Da questa visione si sviluppa una necessità di riconoscersi in alcune pratiche universali, in modo anche da poterle promulgare e chiarire, una volta per tutte, che lo sciamanesimo non è una religione, bensì una pratica che invita tutti a viaggiare verso se stessi, riscoprendo la propria parte più profonda.
Il Core Shamanism quindi si sviluppa soprattutto con due basi principali: l’utilizzo del tamburo per addentrarsi nel viaggio attravero l’induzione ad uno stato alterato di coscienza e la riscoperta della propria vera essenza, ovvero il rapporto diretto con il proprio Spirito, ricercando (sempre attraverso il Viaggio sciamanico) quelle risposte esistenziali che si potessero trovare direttamente nel Mondo del Spirito.
Quest’ultimo è riconosciuto in ogni cultura ancestrale, ognuna però con dovute differenze di simbologie. Nel caso del Core Shamanism, il Mondo dello Spirito viene identificato con quel luogo da cui tutti proveniamo suddiviso in tre macro-aree: il Mondo di Sotto, abitato da Totem e Antenati; il Mondo di Mezzo, abitato da anime erranti e Spiriti della Natura; il Mondo di Sopra, il regno degli Spiriti di Luce, quelli che hanno completato il loro percorso e che sono a disposizione di noi uomini grazie alla loro profonda saggezza.
Considerare che la nostra realtà in verità si sviluppa proprio dal Mondo dello Spirito significa vedere Vita in ogni cosa, e dunque attingerne conoscenza e saggezza.
La suddivisione del Mondo dello Spirito: è davvero l’Aldilà?
Come abbiamo appena visto, il Core Shamanism, ma prima di questo lo sciamanesimo in generale, considerava lo Spirito come la propria parte energetica proveniente da un luogo non così troppo lontanto.
Questo posto è stato proprio chiamato, rispettando la trans-culturalità, il Mondo dello Spirito, quella dimensione invisibile che compone ogni cosa, una realtà non ordinaria che custodisce risposte preziose.
La suddivisione standardizzata ai tre micro-mondi che lo compongono in realtà è un connubio di principi fondamentali che toccano molte culture, condensati poi per renderli più accessibili a chiunque si avvicini a questa pratica.
Quindi si potrebbe equiparare il Mondo dello Spirito al nostro Aldilà?
In un certo senso sì, ma con una visione differente.
Nel Mondo dello Spirito ci sono solo Spiriti, ovvero energie altissime pronte a manifestarsi nella Luce o a comprimersi in un corpo. Non c’è una visione punitiva e non c’è un visione di conclusione, ovvero di un posto nel quale si finisce e si resta.
Il Mondo dello Spirito è Tutto, è solo uno, l’abbiamo suddiviso in tre micro-cosmi per agevolarne la concezione.
Il Mondo di Sotto, ad esempio, è quel luogo dove poter ritrovare gli Spiriti che non hanno concluso il proprio cammino esperienziale, quelli che sono i nostri Antenati. Ma questo regno è anche abitato dai Totem, gli Spiriti Alleati di cui parleremo nel prossimo paragrafo dedicato.
Questo semplicemente perchè il Mondo di Sotto è visto come quello con frequenze leggermente più basse rispetto al Mondo di Sopra, abitato invece da soli Spiriti di Luce, da frequenze vicinissime a quelle della Fonte.
Mentre invece il Mondo di Mezzo è quello più vicino alla nostra realtà materiale, è prossimo infatti alla Natura, dove si ritrovano quegli Spiriti intenti ad aiutarla, ad abbellirla e da dove il nostro Viaggio sciamanico spesso parte.
Ed è appunto da qui che tutto inizia, perchè è dal Mondo di Mezzo che possiamo ritrovare un luogo che già sentiamo appartenerci, dove proviamo un senso di sicurezza da cui possiamo attingerne saggezza e conoscenza.
Lo sciamanesimo è questo, un vero e proprio Viaggio di riscoperta che ha un inizio in un momento preciso della nostra Vita, ma che è un meraviglioso cammino senza fine, perchè ci accompagnana semplicemente giorno per giorno.
A cosa serve lo sciamanesimo?
A me piace la pratica più che la teoria ed ecco il motivo del perchè ho voluto approfondire i metodi che utilizzavano i nostri Antenati per curare lo Spirito.
Così sono arrivata allo Sciamanesimo grazie anche alla mia malattia, riscoprendo mezzi e strumenti facili per restare in un benessere interiore lavorando semplicemente su se stessi attraverso il proprio Spirito, connettendosi allo Spirito.
Ho ritrovato una pratica semplice ma profonda, che non poneva limiti nè regole, ma che semplicemente invitava all’ascolto, di sè e del mondo circostante. Sì, anche nella fretta di tutti i giorni, anche negli impegni, nei momenti bui, ecc.
Lo Sciamanesimo serve davvero per riconnettersi e riallinearsi. Serve per far emergere i tuoi talenti e realizzare i tuoi sogni, semplicemente perchè sarai nuovamente protagonista della tua Vita.
Essere in accordo con il tuo Sentiero Sacro, ovvero il cammino per ritrovare la direzione di Vita quando ti senti persə
Due strade divergevano in un bosco ed io –
io presi la meno battuta,
e questo ha fatto la differenza.
(Robert Frost – The Road Not Taken)
Così inizia una poesia che ho adorato fin dai tempi del Liceo, perchè, a mio parere, esprimeva meravigliosamente il concetto che spesso la strada che parebbe più semplice non porta a nulla, mentre quella meno battuta è fatta apposta per te, ti sta chiamando e ti stava spettando.
Questo è un po’ il concetto di Sentiero Sacro, un cammino che non è per tutti, non è una via da seguire perchè l’hanno intrapresa gli altri: è qualcosa che parte da te, che è fatto apposta per te, su misura per te.
E non importa che sia in salita, pieno di curve e insidie, con un terreno non particolarmente morbido… Quella è la tua via. Basta, non c’è nient’altro da sapere. Sei tu che sai come camminarci, lo senti e ti affidi ai tuoi piedi.
Il concetto di Sentiero Sacro appartiene ai Nativi del Nord America e vuole avvicinarci al senso della Vita: ognuno di noi ha un percorso e nessuno riuscirà mai a camminare sul tragitto dell’altro.
Quindi ci insegna al non-giudizio, ci invita al sentire, ci accompagna ad affidarci a ciò che noi stessi abbiamo scelto per noi prima di materializzarci in questa realtà.
Percorrere questo Sentiero significa allinearsi a ciò che si è destinati vivere, portando nel mondo il proprio talento e condividendolo con tutta la comunità.
Ecco a cosa serve lo Sciamanesimo: ci mostra attraverso la rivelazione diretta questa strada, ci supporta a perseguirla e ci aiuta a ritrovarla qualora non avessimo la forza necessaria ad andare avanti.
Per questo prima facevo riferimento alla pratica sciamanica come in realtà un duplice supporto, attraverso il Viaggio ma anche attraverso trattamenti che possano farci ritornare in contatto con il nostro Spirito.
Quando intrapresi il mio primo Viaggio sciamanico dalla disperazione di non trovare una cura alla mia malattia, e con la certezza di non ottenere nulla, perchè in fondo non ci credevo, avevo una grande speranza di almeno ricevere idee sull’ipotetica via da seguire per ottenere la guarigione.
Il viaggio è stato la cosa più emozionante che ho fatto nella mia vita e ho effettivamente trovato la risposta alle mie domande. Ho semplicemente visto chi ero.
Il Sentiero Sacro altro non è infatti che la strada che segna i nostri obiettivi, ma con uno sguardo rivolto sempre verso la collettività, non con un valore egocentrico: siamo qui per essere utili, per essere strumenti del Divino e migliorare il mondo grazie ai nostri talenti.
Perseguire il Sentiero significa trovare la strada per la felicità, la via verso il tuo scopo in questa vita, guidandoti nello scoprire la tua vera essenza, il tuo profondo valore.
Cerca quindi di ascoltarti per imboccare la tua strada: non sarà certo quella più battuta, ma sarà quella adatta a te.
Questo è lo sciamanesimo, una pratica semplice ma potente per ritrovare quella Via.
Lo sciamanesimo, una pratica ancestrale per un uso quotidiano nella modernità
Come già anticipato, siccome a me piace più la pratica che la teoria, quando ho iniziato a intraprendere il cammino dello sciamanesimo ho ricercato immediatamente quali potessero essere i benefici.
Partiamo dal presupposto che, visto quanto ci siamo detti fin ad ora, ritrovare i propri talenti, i propri doni e cercare di perseguire i propri sogni significa già avvicinarsi di molto alla felicità.
E continuiamo a dire che vivere in armonia con il Tutto, cercare un equilibrio interiore anche quando fuori c’è trambusto o comunque essere gentili e onesti con il prossimo siano tutte qualità che ancor di più ci avvicinano ad un benessere interiore.
Però, c’è un grande però: come poter mantenere tutto questo quando accadono situazioni spiacevoli, quando magari non riusciamo a manifestare qualcosa, quando viviamo un trauma e la nostra vita pare fermarsi?
Ecco, lo sciamanesimo mi ha insegnato a ritenermi umana in ogni forma, sia fisica che emotiva e quindi a vivere quei momenti fino in fondo.
Lo sciamanesimo ci riconnette a noi stessi, quindi, anche quando accadono situazioni dolorose, riusciamo a viverle secondo il nostro sentire, non giudicandoci e soprattutto non comportandoci come vorrebbe la società.
Vivere fino in fondo significa accogliere, significa vedere il messaggio che ogni situazione porta con sè, cogliendone il senso anche laddove faccia davvero male.
Questo accade perchè la nostra visione della vita è diametralmente cambiata: nel momento in cui riusciamo a vedere che tutto è Spirito e che non abbiamo pieno controllo su niente, nemmeno sul nostro corpo (ricordiamo che il cuore batte secondo la sua natura, le cellule lavorano anche se non glielo diciamo e così sia…), cominciamo a sentire il movimento vitale che ci circonda, concependo l’idea che tutto ciò che ci accade è senza dubbio per generare nuova energia.
Tra gli sciamani, infatti, vige la concezione che tutto ciò che ci accade di negativo sia in reatà un grande onore, perchè forgia pian piano il nostro carattere e ci supporta nell’imparare a trasmutare questa energia in qualcosa di ancora più bello.
Nelle avversità noi ci trasformiamo, volenti o nolenti: saremo infatti noi a scegliere se diventare, ad esempio, empatici con persone che soffrono qualora avessimo vissuto anche noi una malattia o un dolore, oppure se diventare apatici ed egoisti. La scelta è nostra, ma la trasformazione avviene sempre.
Il cammino nella pratica sciamanica prevede quindi semplicemente di vedere le cose al di là di ciò che appaiono, vederle da un punto di vista spirituale, di insegnamento profondo per la propria crescita personale, in questo caso anche puntato verso la Luce.
Un benessere profondo che arriva dritto al cuore
Spesso bisogna toccare il fondo per poter risalire. O, a volte, sentiamo una spinta verso una certa direzione che non ci sappiamo spiegare.
Quando ciò accade, significa semplicemente che è il cuore che sta iniziando a parlare.
Quando viviamo un dolore, infatti, spesso ci sentiamo più vivi che mai, e non nel senso che abbiamo una spinta di gioia nel fare le cose, ma semplicemente che siamo in profonda connessione con il nostro corpo ed il nostro presente.
Se rifletti un secondo, infatti, quando vivi una malessere senti il fisico dove fa male, vero? Ecco, quello significa essere tornati consapevoli che siamo uno Spirito incarnato in un corpo.
E la pratica sciamanica ci accompagna ad arrivare a questa consapevolezza con dolcezza e gentilezza, guidandoci a sentire ogni parte di noi e rivolgendo un’attenzione particolare a ciò che custodiamo nel cuore.
Perchè proprio il cuore?
Semplicemente perchè è la casa dello Spirito, il luogo dove alberga la nostra energia e da cui possiamo trarne solo benessere.
Questo ci hanno tramandato gli sciamani: poter vivere un dolore con grande forza d’animo, per non smettere di essere connessi a se stessi, ritrovandoci anche nel buio.
Il benessere che porta al nostro cuore, e quindi a noi direttamente, questa pratica ancestrale è una guarigione che arriva dal profondo, ovvero lo sciamanesimo è in grado di accompagnarci giorno dopo giorno a crescere, imparando a osservare le situazioni in maniere e modi differenti. Ci insegna a capire cosa nutre il nostro cuore, cosa alimenta la fiamma della nostra passione, allontanandoci da ciò che invece ci scarica.
Praticare sciamanesimo significa essere diventati sciamani, ovvero riuscire a vedere oltre il velo della materia e considerarci parte di un tutto.
Perchè, in fondo, se agisco in un certo modo nei confronti della Vita, per la legge della Sacra Reciprocità, nonchè della risonanza, attirerò ciò che avrò donato e viceversa.
La figura dello sciamano: stregone o uomo medicina?
Parlavamo poco sopra di sciamani, di diventare sciamani. Ma si può dire davvero di esserlo in questi tempi moderni?
C’è una certa scuola di pensiero che vieta l’abuso di questo termine. Per un semplice fatto: non sentirsi superiore agli altri.
Dobbiamo, però, considerare che per definizione sciamano significa solo colui che vede oltre il buio, in questo caso è una metafora per indicare una persona che riesce a vedere oltre il buio della materia, ovvero ciò che custodisce la realtà, dunque lo Spirito, quindi vedere la materia non per ciò che sembra ma per ciò che è.
Quindi, come vedi, definirsi sciamano è come semplicemente ammettere che si riesce a vedere (o percepire) l’energia attorno a noi. E questo lo fanno già un sacco di persone, bambini compresi.
Ti sarà capitato anche a te qualche volta di vedere cose che hai definito impossibili. Ecco, camminando nel mondo dello sciamanesimo imparerai che certe lucine negli occhi, certe ombre in realtà sono la forza dello Spirito.
Ma se sei qui, evidentemente è perchè già sai cosa significano certe sincronicità, ovvero quelle coincidenze apparentemente casuali che lette sul piano spirituale hanno invece senso. E quelle sincronicità comprendono anche cose che i tuoi occhi hanno visto per pochi secondi ma che razionalmente non sapresti spiegare.
Ecco perchè definirsi sciamano per me si può: perchè definirsi uomo medicina è già un passo oltre, bisogna avere una conoscenza enciclopedica di erbe, astri e quant’altro; sciamano invece può esserlo chiunque.
Ma scopriamo ora il perchè.
Cosa vuol dire essere uno sciamano?
Per diventare uno sciamano basta la propria volontà. Abbiamo visto che per definizione sciamano è colui che vede oltre il buio, dunque chiunque riesca a percepire l’Energia può definirsi sciamano.
Diciamo che, per etica intellettuale, non ci si può autodefinire invece uomini o donne medicina, per il semplice motivo che l’Energia viene percepita da ognuno in modo differente e ciò significa che, in fase di trattamento o di accompagnamento durante un Viaggio sciamanico, qualcuno può non percepire granchè e dunque non attribuire doti particolari al guaritore in questione.
Sì perchè la differenza tra sciamano, stragone, guaritore e uomo-medicina c’è eccome.
La parola sciamano ha origine dal termine tunguso šamān e significa, come abbiamo visto, colui che vede nel buio, buio che sta ad indicare la materia e la sua difficoltà nel mostrare ciò che davvero custodisce, ovvero la sua parte più spirituale.
L’utilizzo del termine sciamano ebbe un’accezione negativa in origine, in quanto in passato in Russia identificava nel linguaggio comune persone dalle doti effimere che millantavano miracolosi poteri oppure persone denigrate per i metodi di cura alternativi non considerati efficaci.
In Russia, chiunque praticava guarigione a livello spirituale, e conseguentemente nel fisico, veniva definito stregone, ovvero un uomo (strega nel caso di una donna) che aveva contatto con l’occulto e dunque con forze soprannaturali per accompagnare il malato nella via verso la guarigione.
E la definizione sarebbe perfettamente corretta, se non fosse che troppo spesso l’essere umano manifesta paura nel contatto con il soprannaturale, dunque gli stregoni venivano equiparati a qualcosa di negativo e non a guaritori quali erano i più.
Perchè sciamano o stregone non importava, ciò che contava davvero era che quella persona permettesse al richiedente di essere guarito spiritualmente da un male che lo attanagliava.
In origine, in Siberia per definire queste persone con certe qualità a contatto diretto con il Mondo dello Spirito si utilizzava la parola kam, che era espressamente utilizzata per individui capaci di esercitare una guarigione attraverso medicine preparate con erbe e con rituali, anche grazie ai Viaggi sciamanici.
Ma la differenza sostanziale tra uno sciamano e un guaritore dello Spirito è questa: i primi vedono l’energia nel mondo, i secondi la vedono, la percepiscono, la sanno condurre e la leggono per scoprire quale strumento sia la chiave giusta per guarire una persona.
Queste ultime personalità, spesso, si definiscono sciamani nel mondo occidentale, in realtà sono uomini o donne medicina, ovvero persone a strettissimo contatto con il Mondo dello Spirito, in grado di trovare il giusto rimedio per iniziare una guarigione a livello spirituale e manifestarla sul corpo.
Per medicina, infatti, si intende da vocabolario l’arte che studia i fenomeni patologici che alterano l’organismo umano al fine di riconoscerli, prevenirli e curarli, mediante opportuni trattamenti, terapie. Ed essere uomini medicina significa saper leggere i sintomi per arrivare nel profondo, trovando la disarmonia nello Spirito che blocca la vita quotidiana del richiedente. Ma di questo ne abbiamo approfondito qui.
Anche se il termine originario cambia di popolo in popolo, l’idea di sciamano-guaritore è custodita in tutto il mondo: i Nativi dell’America Latina li chiamarono curanderos, mentre i Nativi Nord-Americani li chiamarono appunto medicine men, ovvero uomini e donne con grande competenza in fatto di rimedi per la guarigione.
Essere sciamano, quindi, significa sapersi relazionare con la parte più profonda della materia, quella spirituale appunto, e ascoltare così oltre la realtà che ci circonda, connettendosi con ogni elemento della terra. Significa vedere la Vita custodita in ogni parte della Natura. Significa essere in relazione con il Tutto e saperne leggere il linguaggio, in modo da poter interpretare i messaggi.
Essere sciamano è quindi uno stile di vita per il semplice fatto che, una volta intrapreso un cammino, sarebbe difficile tornare indietro e non vedere più la parte spirituale del mondo. Uno sciamano è, infatti, in costante ascolto di tutto ciò che lo circonda, traendone insegnamenti e saggezza utili per le sue pratiche e per il miglioramento di sè.
Cosa possono fare gli sciamani con il loro potere?
In realtà gli sciamani non hanno un vero e proprio potere per come intendiamo noi questa parola. Coloro che praticano sciamanesimo hanno una capacità innata di osservazione e connessione con il Tutto, ovvero con ogni elemento della Natura, così da trarre messaggi e saggezza affinchè possa migliorare la loro vita e quella della loro tribù.
Si può dire che gli sciamani avessero un approccio olistico nei confronti di qualsiasi tipo di malattia e situazione: guardavano la totalità della persona che richiedeva il loro supporto e agivano secondo le sue esigenze.
Ma non si fermavano lì: date le loro doti di grandi conoscitori del Tutto, erbe e cristalli compresi, percepivano quale strumento della Natura fosse più adatto a trasportare il richiedente verso la sua guarigione profonda, per fornigli i corretti aiuti rispetto la sua situazione personale.
L’Energia che ci compone è una sola, è vero, ma è altrettanto vero che si è adattata a noi, dunque assume frequenze differenti rispetto ciascun individuo. In pratica, non a tutti andranno bene i medesimi rimedi e dunque l’abilità di uno sciamano (più precisamente un medicine man) sta proprio nel saper ascoltare i bisogni del singolo e trovare la cura più adeguata, lo strumento che risuona con lui e lo accompagni alla guarigione interiore.
Faccio qui ora un piccolo inciso per spiegarti meglio come era considerata la malattia nelle società sciamaniche.
Per loro, la nostra essenza profonda, ovvero il nostro Spirito, in quanto energia, era soggetta a piccole o grandi turbolenze, dipendenti fondamentalmente dalle nostre emozioni e dal nostro vissuto.
Abbiamo visto poco sopra quanto in realtà sia essenziale essere in accordo con il proprio Sentiero Sacro e qui ne arriva la prova: nel momento in cui noi distogliamo lo sguardo dai nostri sogni più profondi, dalla nostra attitudine, dal nostro potenziale unico, pian piano ci adattiamo ai valori esterni della società perdendo di vista chi siamo davvero.
Qui si manifesta la malattia, quella fastidiosa sensazione di inadeguatezza che comincia a prendere campo nelle nostre emozioni e così nella nostra energia. E sappiamo che il corpo è la sua manifestazione, dunque alcuni fastidi potrebbero manifestarsi anche sul fisico.
Anzi, quando si manifestano significa che non siamo riusciti abbastanza ad ascoltare ciò che provavamo dentro e, così, il nostro Spirito bussa alla porta nell’unico modo possibile che lui conosca, il dolore.
Anche se spesso non ce ne accorgiamo, ogni volta che un fastidio si presenta nel nostro corpo è in verità un messaggio per far soffermare la nostra attenzione ad un bisogno più profondo, per farci accorgere che non siamo più ai accordo a noi stessi.
Ad oggi anche le manifestazioni fisiche sono campo di studio della medicina energetica proprio perchè gli studiosi hanno visto come ogni singola nostra emozione agisca davvero sulla nostra energia in maniera positiva o negativa.
Gli sciamani indubbiamente non erano a conoscenza di questa terminologia, ma in quanto ottimi ascoltatori sapevano individuare eventuali ferite emotive, vederle e così inglobarle nel loro approccio alla guarigione a tutto tondo, olistico appunto, considerando ogni sintomo come emanazione di quel dolore interiore.
Ogni trauma, sofferenza o ancora rancore, tristezza, rabbia, etc sono infatti quel genere di emozioni negative che piano piano si annidano nella nostra energia e inducono così il corpo che le racchiude a manifestare dei sintomi in punti specifici del nostro corpo.
Ogni parte del fisico assume qui un significato profondo, che guarda al di là della materia ma arriva dritto all’essenza, dove ogni parte rappresenta un ambito della nostra vita o azioni che abbiamo compiuto non in linea col nostro sentire. Ho creato una pagina apposta per aiutarti a definire ciò che provi e portarti all’ascolto delle tue emozioni. Sono i benefici che lo sciamanesimo può aiutarti a cogliere nel momento in cui si lavora a 360° su di te, considerandoti ben di più di solo corpo fisico.
Ogni fastidio era dunque visto e curato come malessere interiore, ma non solo: era trattato proprio come fosse uno Spirito a sua volta, ovvero un’energia che si immetteva in noi per mostrarci ciò che non era in linea col nostro Sentiero. Era come se lo sciamano dialogasse con quell’energia nel Mondo dello Spirito e chiarisse perchè era comparsa, condividendo la sua esperienza con il richiedente e armonizzando ciò che aveva portato il malessere in lui.
Accompagnarti nel ritrovare la tua forza interiore, riconnetterti alla comunità e soprattutto aiutarti a capire di valere qualcosa per gli altri è il potere che si può attribuire oggi agli sciamani.
Agendo sulle cause di questo disturbo a livello spirituale ed emotivo, il corpo poteva manifestare dei miglioramenti, ma non solo: la persona interessata al trattamento recuperava l’equilibrio della sua emotività, tanto da presentare nuovamente interesse alla Vita e meravigliarsi di tutto il Creato, sentendosi di nuovo parte del Tutto e così recuperare la spinta necessaria per ricominciare il suo cammino.
Ed ecco il perchè gli sciamani erano grandi guaritori dello Spirito.
Ovviamente queste personalità non svolgevano solo pratiche di guarigione diretta sulla persona, ma il loro nobile compito consisteva nell’accompagnare, attraverso il Viaggio sciamanico, a ritrovare i propri sogni, i propri obiettivi, il proprio scopo nel mondo.
Erano dei facilitatori a tutto tondo perchè si occupavano del singolo, ben sapendo che il benessere di uno è il benessere di molti e viceversa. Erano infatti dediti anche all’armonia all’interno della comunità, in modo che i benefici si potesserero cogliere anche a livello più globale e non solo personale.
I metodi differiscono solamente dall’esperienza poichè il trattamento è come se tu ti affidassi alla sapienza dello sciamano stesso e lasciassi che sia lui a sistemare tutte le tue emozioni, affinchè tu possa acquisirne i benefici per intraprendere una vita più serena e rivolta a far sbocciare il tuo potenziale. Il viaggio, invece, è la tua esperienza diretta di dialogo con il tuo Spirito che, attraverso spesso figure di animali, ti guiderà nella scoperta di chi sei.
Perchè si parla di pratica sciamanica?
La pratica sciamanica è la più antica forma di guarigione interiore che l’uomo conosca e non credo sia un caso: riesce davvero ad accompagnarti nel tuo cammino con una semplicità disarmante, perchè arriva dritta al tuo cuore, a te. E solo chi riesce a vedere oltre la materia può viaggiare per riconntersi a se stessә.
Si parla di pratica semplicemente perchè è l’applicazione concreta di conoscenze, come abbiamo visto all’inizio, e in questo caso lo si fa attraverso tre strade distinte ma dal medesimo obiettivo: il trattamento, il Viaggio sciamanico e la cerimonia.
Sono strumenti diversi per il loro approccio, ovvero ognuno di questi metodi utilizza delle azioni che accompagnano il richiedente su una via precisa, ma l’obiettivo è sempre quello di recuperare il proprio stato di benessere, l’equilibrio interiore.
Ogni trattamento, infatti, presentava differenti esigenze e lo sciamano si comportava di conseguenza: se si necessitava di capire più profondamente le cause del problema che affliggeva il malato, lo sciamano andava in un viaggio di conoscenza più approfondita.
Insomma, Sciamanesimo è davvero libertà e lo sciamano era libero di agire secondo quanto l’energia della persona gli suggeriva.
Questo concetto è un po’ strano da capire per noi occidentali ma la scienza ci aiuta: parliamo di risonanza. Il rimedio deve risuonare con la malattia altrimenti non sarà efficace.
Il punto è che per trovare la giusta cura bisogna saper ascoltare il malato ma soprattutto la Natura, così da capire come un’erba, un cristallo o un’acqua preparata per l’occasione possa comportarsi nell’energia di chi sta soffrendo.
La legge di risonanza ci dice infatti che (ricordandoci che l’Energia emette vibrazioni misurabili in frequenze): se noi vibriamo a certe frequenze attireremo nel nostro campo altre frequenze che vibrano in egual modo. Pertanto, se le nostre vibrazioni si manterranno alte, tutto si muoverà affinchè circondi di positività noi stessi. Tuttavia, se noi emettiamo frequenze basse attireremo ambienti e situazioni poco salubri per la nostra salute psico-fisica-emozionale. E se questo argomento ti incuriosisce, l’abbiamo approfondito qui.
Ricorda: rimanere in uno stato di armonia è fondamentale per non lasciarsi sopraffare dagli eventi, così da ristabilire il proprio equilibrio il prima possibile.
Ma quale metodo scegliere per recuperare la tua salute enrgetica? Camminare nello sciamanesimo significa proprio ascoltarsi per comprendere meglio i propri bisogni.
Il trattamento sciamanico, cos’è e quando può aiutarti davvero
ll trattamento sciamanico consiste nel riattivare il regolare flusso energetico all’interno della tua essenza profonda.
Quando il tuo corpo presenta malesseri o quando il tuo stato emotivo è in trambusto, significa che il tuo Spirito sta vivendo in uno stato di disarmonia, come abbiamo visto prima, ovvero che non stai vivendo in allineamento con la tua essenza profonda.
Il trattamento che propongo io (in accordo alla transculturalità moderna, ma in realtà in ascolto dell’obiettivo di qualsiasi tipo di trattamento sciamanico) permette di riallineare il tuo essere grazie ad antiche tecniche di guarigione interiore provenienti dalla sapienza degli sciamani unite a quelle più moderne della medicina energetica.
Questo magico connubio ti permette di trovare una via diretta verso la connessione profonda con il tuo Spirito, dunque con chi sei veramente attraverso una diagnosi energetica intuitiva ma supportata dalla radiestesia.
Ovviamente questo è il mio approccio, dunque non è più giusto di altri, è semplicemente il mio. Diciamo che i trattamenti sciamanici, unici per ogni singolo sciamano, hanno tutti l’obiettivo di restituire il benessere al richiedente attraverso l’accompagnamento al ricercare gli strumenti più affini alle esigenze energetiche.
Cosa significa questo? Cercare l’approccio più opportuno in base alla risonanza dell’energia del singolo, nel rispetto della sua unicità e del suo valore.
Ma questo non significa che in fase di trattamento lavori solo lo sciamano, significa essere fianco a fianco, camminare insieme lungo la strada verso il benessere. Perchè qualsiasi tipo di strumento si utilizzi, dai cristalli alle erbe, in realtà è sempre accolto dal tuo Spirito, quindi in primis lavori tu a livello profondo. Lo sciamano è solamente il canale.
La cerimonia sciamanica, un atto sacro per riconnettersi
Si parla oggi di cerimonia per identificare una pratica con regole predefinite per raggiungere un tale obiettivo.
Nello sciamanesimo non vi è un vero e proprio rituale predefinito: abbiamo visto fino ad ora che sciamanesimo è libertà, è solamente la riconnessione con se stessi.
Dunque la cerimonia sciamanica, così intesa, è qualcosa di meramente personale che guarda al di là delle regole ma sfocia in una connessione profonda con i bisogni reali di quel momento per raggiungere la propria salute interiore spirituale.
Diciamo, però, che nell’immaginario collettivo esistono dei rituali da mettere in atto per raggiungere la guarigione interiore.
Questi rituali si svolgevano principalmente con fumigazioni di erbe, l’utilizzo di cristalli e altri strumenti scelti dallo sciamano e, come detto prima, dal viaggio sciamanico.
Ogni rituale era quindi differente dal precedente per il semplice motivo che ognuno doveva avere la sua cura, non vi era un rimedio adatto davvero a tutti. Come per i trattamenti, l’unicità della cerimonia era per il fatto che veniva cucita addosso al bisogno di chi la richiedeva, sempre nel rispetto dell’unicità e del valore custodito dentro oognuno di noi.
La cerimonia, a differenza del trattamento, consente di compiere un atto sacro, ovvero un’azione ben specifica per ottenere il risultato sperato. Ad esempio, la Cerimonia del Cacao conduce i partecipanti in uno stato alterato di coscienza per raggiugnere il proprio cuore e vedere cosa custodisce. O ancora, qualsiasi tipo di offerta alla Terra, chiamato Cerimonia del Despacho, è per ringraziare l’Universo di quanto ricevuto o di offrire il proprio desiderio affinchè si materializzi.
Insomma, ogni cerimonia, come ciascuna pratica sciamanica, ha il volere di restituire il benessere interiore, in modi e maniere differenti, rispettando ciò che si sente di aver bisogno in questo preciso momento.
Il Viaggio sciamanico, un’esperienza da vivere per ritrovarsi
Durante molte cerimonie sciamaniche, spesso si utilizza il Viaggio sciamanico come mezzo di comunicazione con il proprio Spirito.
Questo per avvicinarsi a sè in maniera più diretta e profonda, ma soprattutto per vivere una rivelazione atta a mostrarci qualcosa che non avevamo considerato o a ricevere risposte alle nostre domande esistenziali.
Attraverso il viaggio sciamanico ci si addentra nel Mondo Invisibile proprio per scoprire eventuali disarmonie che ci affligono e non ci permettono di raggiungere il nostro equilibrio.
Il Viaggio serve proprio a questo: mostrare e rivelare. Questo avviene tramite trance, uno stato alterato di coscienza che permette di abbassare il controllo da parte della ragione lasciando spazio alla coscienza irrazionale, al cuore, alla vera parte di sé o, per meglio dire, allo Spirito proveniente dalla Fonte.
Questa trance è indotta grazie al suono di un tamburo, unico vero mezzo di connessione con la realtà non ordinaria e considerato l’emanazione della forza interiore di chi lo utilizzava.
Il suonatore aveva il compito di percuotere il tamburo ad un ritmo regolare, riecheggiando il battito di un cuore e ispirandosi a quello di Madre Terra. Questo suono primordiale riportava alla memoria degli ascoltatori il ricordo ancestrale di appartenenza al Mondo dello Spirito, a quel grembo che aveva accudito affettuosamente tutti noi prima della successiva incarnazione fisica.
Grazie a quella preziosa reminescenza la mente cominciava a placarsi lasciandosi cullare dal suono che produceva il tamburo, riportando così il collegamento tra corpo e Spirito necessario a viaggiare.
La coscienza, infatti, si espandeva a tal punto da permettere di oltrepassare la soglia tra il mondo ordinario e quello spirituale, raggiungendo uno stato cerebrale vibrazionale caratterizzato da onde Theta, ovvero quelle onde che il cervello emette durante la fase REM del sogno, oltre lo stato di veglia (onde Beta) e oltre ancora lo stato di rilassamento profondo (onde Alpha).
L’esperienza permette al proprio Spirito di dialogare con l’Invisibile senza abbandonare il corpo, al fine di riportare la rivelazione ricevuta nella realtà e attuare così un processo di evoluzione interiore verso la Luce già in questa esistenza.
Non è inconsueto che il viaggio sciamanico risulti come un vero e proprio sogno costituito da immagini eteree e messaggi che, se non trascritti subito su un foglio, tendono ad essere dimenticati.
Spesso ci si domanda se la visione che si ha avuto durante il viaggio sciamanico sia reale o frutto della semplice immaginazione.
Il verbo immaginare è di origine latina in me mago agere, tradotto significa “lascio agire il mago che è in me”, si potrebbe dire lo sciamano che è in me.
L’immaginazione, come il pensiero, ha anch’essa un potere vibrazionale ed è per questo motivo che spesso se riusciamo ad immaginare un qualcosa con un volere ferreo questo si manifesta.
Gli aborigeni australiani chiamavano il periodo della creazione del Cosmo il tempo del Sogno, facendo così riferimento ad immagini che diventano manifestazione.
Dunque il legame che unisce la realtà spirituale a quella immaginale è proprio nel fatto che spesso ciò che vediamo con la mente è ciò che realmente vogliamo spiritualmente: questo significa che corpo e Spirito sono allineati.
Lo sciamano ha il compito di guidare le persone affinchè possano riconnettersi al proprio Spirito e tornare all’essenza primordiale, riuscendo a fare un viaggio oltre a ciò che c’è di conosciuto per arrivare alla parte del mondo non visibile in quanto solamente energetica. Svolge il ruolo di guida nel far emergere i sogni custoditi in fondo al cuore, affinchè si possano manifestare in questa realtà proprio attraverso l’immaginazione.
Il viaggio sciamanico è quel tipo di esperienza in cui ognuno di noi vive qualcosa di davvero unico, che si presenti sottoforma di immagini, suoni o sensazioni non importa: ciascuno riemergerà dal viaggio con una consapevolezza differente.
L’esperienza del Viaggio, infatti, ti porta alla conoscenza del tuo potenziale, di come riuscire a manifestare nella tua reltà ciò che sei davvero e di come riconnetterti al dono che custodisci per permetterti di sentirti realizzatә. Forse è l’esperienza più potente che ti mette a disposizione la pratica sciamanica, ma per viverla al meglio dovrai viaggiare in sicurezza, dunque conoscere quei segreti utili per esplorare il Mondo dello Spirito con le Guide, una fra tutte il Totem.
Chi è il Totem, un Animale Guida dal tuo stesso valore
Tutti noi abbiamo sentito questa parola almeno una volta nella vita, ma spesso l’associamo a qualcosa di distante da noi, qualcosa che può paragonarsi ad un maestro quasi. Eppure è più vicino di quanto non si pensi, anzi, lui è proprio noi.
Gli sciamani dei popoli antichi sapevano che questa figura era importante nonchè necessaria per il nostro cammino, perchè non solo racchiude in sè una forza energetica magnifica, ma soprattutto perchè ci consente di ritrovare noi stessi, esattamente come ci insegna la pratica sciamanica.
Per capire meglio chi sia veramente il Totem, dobbiamo comprendere che nelle società ancetrali sciamaniche tutti abbiamo al proprio fianco un doppio spirituale, ovvero uno Spirito che possiede la nostra stessa essenza.
I Nativi Nord-americani lo chiamarono Totem, i toltechi Nagual, Alebrije secondo la tradizione più moderna dei messicani, madre-animale o Iè-kyla per gli Yakuti della Siberia.
Doppio spirituale significa proprio questo: come uno specchio, il Totem ci guida nel conoscere nostre potenzialità che magari potevano risultarci nascoste o sopite, ci mostra per ciò che siamo veramente.
Vederlo come un animale è semplicemente una convenzione che adotta la nostra mente: il Totem è uno Spirito e, in quanto tale, è pura Luce. Si capisce già da qui che la nostra mente farebbe difficoltà nel decodificare un’immagine del genere per trarne tratti che possano aiutarci a comprendere il nostro cammino. Quindi questa Luce si manifesta in qualcosa che la mente stessa contestualizza.
La forma animale ci aiuta così a definire delle qualità che noi possiamo facilmente attribuire a ciò che conosciamo: chi visualizza un’aquila saprà discernere il valore di vedere le cose dall’alto, chi visualizza una tigre vivrà il coraggio che trapela dalle sue azioni, chi una balena saprà affrontare le singoli situazioni con una profondità emotiva unica. E così via nei classici clichè degli animali.
Ma è l’osservazione che farà di noi degli sciamani consapevoli di chi hanno al proprio fianco.
Non tutte le tigri sono identiche alle altre, come le forniche, le aquile o le gazzelle. Ogni animale ha una personalità unica, che, certo, a tratti corrisponderà alla specie, ma i comportamenti saranno davvero molto personali.
Ecco perchè il Viaggio è fondamentale, perchè rapportarsi in maniera diretta col proprio Totem significa riscoprirsi volta per volta, significa concedersi l’opportunità di guardarsi allo specchio senza giudizio e vedersi davvero per ciò che si è.
La simbologia, infatti, è puramente un’indicazione per comprendere meglio la nostra essenza spirituale, la forza invisibile che custodiamo e che non dimentica mai il proprio scopo, né la via giusta da seguire per adempierlo. Ecco perché ricercare il Totem significa ritrovare il vero sé, in quanto lui è noi e noi siamo lui.
A volte capita, pertanto, che venga visto come un animale leggendario, mitologico o fantastico. Questo è solamente il modo che la mente ha di razionalizzare una figura eterea. L’aspetto in cui si manifesta fornisce, come detto, solo un’indicazione di facile interpretazione per noi sulle caratteristiche che ha la Guida che ci affianca.
Ricordiamoci inoltre che, nonostante siano state scritte parecchie pagine in molti libri sui significati generali degli animali Totem, la rivelazione diretta è l’unico modo per comprendere davvero chi si ha accanto ed il messaggio importante che ci porta, poiché interpelleremo l’interessatə.
Cosa significa recuperare il tuo Animale Guida?
Recuperare il contatto con il Nagual è come ritrovare quella parte smarrita che riporta alla memoria lo scopo, le attitudini e le doti insite nel profondo, espandendo la nostra creatività. Questo lo abbiamo già visto insieme, ma nella pratica, nella vita di tutti i giorni, cosa significa?
Tutto è molto più semplice del previsto: recuperare il proprio Totem significa recuperare la propria essenza, significa arrivare alla tua Verità.
Perchè spesso, nella vita di tutti i giorni, indossiamo maschere per sopravvivere alle situazioni che ci travolgono, dal lavoro che magari non ci soddisfa, ai doveri della vita famigliare e così via…
Ma se la tua vita fosse piena di attimi di gioia e serenità, come ti comporteresti?
Lo sciamanesimo ci insegna che una vita pienamente felice si raggiunge solo nel momento in cui ci sentiamo realizzati, ovvero che percepiamo di mettere in campo ogni giorni i nostri doni e i nostri talenti senza aspettarci nulla in cambio, solamente per il piacere di sentirci utili e parte di qualcosa.
A volte, però, non sappiamo che doni abbiamo, non conosciamo come metterli a disposizione della comunità e così ci lasciamo travolgere da imposizioni esterne per compiere differenti lavori.
Ed è qui che arriva la prova: è proprio l’atteggiamento che metti in campo a fare la differenza. Se in tutto ciò che fai, metti tutto te stessə, significa che hai trovato il tuo allineamento.
Ma per raggiungerlo, dovrai aver osservato prima le tue potenzialità e, spesso, queste te le mostra direttamente il tuo Totem.
Guardandoti allo specchio attraverso i suoi occhi capirai subito ciò che può condurti alla realizzazione, ciò che ti nutre fare ogni giorno. E così imparerai a svolgerlo con le tue naturali attitudini, comprendendo al meglio le risposte cche hai durante le tue attività o le singole situazioni.
Perchè ognuno ha il proprio valore, ognuno vive la propria Vita come sente meglio per sè. L’importante è comportarsi in modo che si rimanga allineati a se stessi, quindi vedendo davvero chi siamo nel profondo.
Nel quotidiano, riusciremo a vivere secondo la nostra natura, percependo in noi una forza gentile ma profonda che ci guida nelle attività che appunto ci nutrono di più.
Praticare sciaamnesimo significa osservare la vita secondo un altro piano di lettura, quello spirituale. Vale anche per le singole situazioni che saremo oanche in grado di leggere in maniera differente, come abbiamo visto nelle malattie.
Comprendere chi siamo nel profondo può aiutarci a cogliere sfumature che non rilevavamo prima, significa osservare la vita da un’altra prospettiva, con un’energia maggiore pronta a guidarci nuovamente sul nostro Sentiero Sacro.
Avvicinarci al Totem nel quotidiano significa recuperare la nostra forza interiore, la nostra naturale energia. Questo è un cammino che si percorre fianco a fianco, giorno dopo giorno, ma che se si coltiva porta a un sentimento radicato di benessere, in pieno accordo al nostro essere.
Perchè è importante conoscere il proprio Animale di Potere
Come dicevamo prima, per viaggiare in sicurezza occorre lasciarsi affiancare dal Totem. Ma cosa significa?
Durante il Viaggio sciamanico la mente cede il suo controllo per lasciare spazio al volere del cuore. Dunque la direzione non è mai realmente definita, si viaggia secondo ciò che siamo pronti a vedere e ricevere.
Uno degli escamotage che si suole usare è, infatti, quello di dare un obiettivo alla mente attraverso una domanda specifica, quindi ricevere una rivelazione riguardo un certo desiderio. Ma, spesso, il cuore ci porta su differenti strade e noi dovremo essere pronti nel saper esplorare al meglio il Mondo dello Spirito senza timore.
Qui nascono i blocchi, ovvero le paure di affrontare un Viaggio oltre le nostre potenzialità. Analizzeremo infatti nel prossimo paragrafo eventuali falsi miti rispetto la pratica sciamanica, ma, come vedrai, non c’è nulla di vero.
Grazie al supporto del Totem, una figura che già appartiene al Mondo dello Spirito per sua natura, riusciremo più facilmente ad ambientarci in quella Luce e viaggiare senza timore di perderci o non trovare la strada.
Il Totem è infatti in primis una guida, sia a livello spirituale che in questa Vita, accompagnandoci lungo il Sentiero Sacro con supporto costante, fornendoti un notevole aiuto qualora ci sentissimo privi di orientamento.
Il Nagual ha infatti un ruolo di facilitatore per un collegamento diretto tra la materia ed il mondo spirituale, di modo che chi si voglia avventurare al di là della soglia della realtà possa sempre trovare il giusto percorso grazie al sostegno che ha al proprio fianco.
Ecco cosa significa viaggiare in sicurezza: non perdersi, ma anzi ritrovarsi sul proprio Sentiero Sacro.
Se senti che è arrivato il momento di ritrovare il tuo Animale Guida, questa volta in solitaria perchè vuoi vivere un’esperienza direttamente tu, puoi dare un’occhiata al percorso sul Totem che propongo proprio onorando questo principio.
Falsi miti sulla pratica sciamanica
Sullo sciamanesimo ci sono parecchie storie fatte di droghe, erbe psicotrope e viaggi senza ritorno. Ma è davvero così che stanno le cose? O, più semplicemente, negli anni si sono concretizzati pregiudizi nei confronti della pratica più antica che l’uomo conosca e quindi più vicina a lui per restituirgli la libertà di essere se stesso?
Con le pressioni che ogni società esercita su di noi è del tutto normale desiderare evadere. E forse è proprio da qui che si inizia a comparare lo sciamanesimo alle droghe, ovvero al metodo per antonomia più semplice per “staccarsi” dalla realtà.
Ma in verità lo sciamanesimo non è un modo per staccarsi dall’ordinario, bensì è un metodo per entrare nel tuo ordinario, un mondo che rispecchi perfettamente chi sei, che attragga ciò che ti meriti e che ti conduca alla tua realizzazione. E questo mondo già lo abiti, devi solo portare ciò che è dentro fuori, ed è questa la vera sfida.
Lo sciamanesimo non serve nella vita quotidiana?
Innanzitutto dobbiamo sfatare il mito che lo sciamanesimo sia una pratica religiosa o comunque una disciplina con dei dogmi e regole pre-imposte.
Lo sciamanesimo è semplicemente un insieme di conoscenze ancestrali che hanno guidato l’uomo a capire meglio la realtà che abita, soprattutto quella appartenente al mondo naturale, traendone aiuto e beneficio.
Lo sciamanesimo è infatti una pratica, ovvero un insieme di teorie applicate in modo da ricevere delle rivelazioni per comprendere al meglio il proprio tragitto di vita, senza troppe restrizioni o doveri. L’unico dovere che abbiamo è nei nostri confronti, ovvero che vedere davvero chi siamo significa portarlo nella nostra quotidianità.
Come dico sempre, lo sciamanesimo è un viaggio, è un cammino che si compie giorno per giorno, non è un qualocsa che ti porta ad affermare “oggi faccio lo sciamano, poi mi rimetto la maschera della persona normale”. Una volta intrapreso questo cammino non si riesce più a tornare indietro, semplicemente perchè si inizia a vedere la realtà non per ciò che sembra ma per ciò che è.
Ogni giorno si cerca qualcosa che ci nutra nel profondo, attingendo da fonti di buone energie (come la Natura) qualora ci sentissimo scarichi, ringraziando per essere ancora in vita e a contatto con questa meraviglia che si chiama Terra.
Significa aprire il proprio cuore alla saggezza custodita nel Creato, significa essere gentili con il prossimo perchè conosciamo il principio della Sacra Reciprocità, ovvero donare per ricevere e viceversa. Significa mostrarsi per ciò che si è davvero, senza nessuna maschera, senza la vergogna di compiere azioni fuori dall’ordinario.
Tutto ciò che costruiamo, dalle relazioni al lavoro, rispecchia chi siamo davvero, alimenta le nostre energie affinchè possiamo sentirle potenziate, positive, che ci donano quello slancio nell’essere creatori di bellezza.
Difficile immaginare una Vita così? Forse è più difficile cucirsi addosso imposizioni che non ci riguardano e andare avanti illudendoci che queste ci portino fama, rispetto e accettazione dal mondo esterno.
Quindi sì, lo sciamanesimo è una pratica che ti accompagna a vedere chi sei, ma non solo questo: ti supporta in ogni istante per far sì che ciò che hai visto non rimanga nel cuore, ma si manifesti anche nella tua realtà materiale.
E questo è per accompagnarti a ritornare ad essere protagonista della tua vita, liberandoti dalle catene sociali e famigliare e vivendo l’esistenza che ti rende felice. Sciamanesimo è un viaggio meraviglioso che si chiama Vita.
Paura di non tornare nel qui e ora
A volte, soprattuto nei Cerchi sciamanici, ovvero nei momenti di condivisione durante una pratica, si sente qualche partecipante dire la frase: ” Ma se poi non riesco a tornare indietro dal Viaggio?”.
Ricordiamoci che il Viaggio sciamanico non è un viaggio astrale, ovvero non è un’esperienza extracorporea, quindi fuori dal corpo. Anzi, è qualcosa che ci radica ancora di più al qui e ora, onorando il principio della Pachamama dello spazio-tempo.
Il nostro corpo è infatti protagonista, a volte si percepiscono anche sensazioni fisiche durante la pratica. Quello che si vive nel Viaggio è semplicemente un’introspezione, è andare a contatto con la propria essenza.
Hai paura di non svegliarti più dopo che ti sei addormentatə? Ecco, il Viaggio sciamanico ha le medesime onde cerebrali, dunque perchè viverlo con timore?
Abbiamo, inoltre, visto che in fase di trance avremo anche dei preziosi alleati al nostro fianco, Totem compreso.
Quindi, in caso tu nutra dei dubbi, ti invito a considerare questa pratica al pari dei tuoi sogni, solamente che le immagini sono governate dal cuore affinchè tu veda davvero il tuo potenziale e il Mondo da cui provieni.
Le droghe come facilitatori per alterare il proprio stato di coscienza
Qui si apre un intero capitolo su ayahuasca, peyote, funghi allucinogeni e quant’altro. E ti dico già che in alcune società sciamaniche si utilizzavano eccome le droghe.
Quanto detto fino ad adesso ci aiuta a comprendere il perchè oggi consideriamo lo sciamanesimo solo con l’immagine di un tamburo: nel Core Shamanism di Michael Harner l’induzione alla trance si accompagna grazie al suono ripetitivo del tamburo.
Ma in alcune società sciamaniche, come quella dell’Amazzonia, si usa utilizzare l’aiuto di alcuni Spiriti delle piante per indurre il richiedente in un profondo stato alterato di coscienza. Questo per non permettere alla sua mente di interferire durante il Viaggio.
Le droghe, come comunemente chiamate perchè in grado di alterare la percezione spazio-tempo e quella della realtà, sono infatti alleati potenti per ricevere rivelazioni. Ma attenzione: non sono le droghe che abbiamo in mente!
L’ayahusca, ad esempio, era una bevanda creata durante una cerimonia, lasciata cuocere in bacinelle di ceramica per non perderne le proprietà, e somministrata al richiedente in due tornate: la prima per “sganciare” la sua mente dal controllo che esercitava sul corpo e sul cuore e, per la sua potente reazione di purificazione, induceva forte nausea o addirittura vomito e diarrea; la seconda come antidoto per facilitare la mente ad essere cullata e lasciare spazio alle visioni date dal cuore, dove avveniva la magia di una profonda connessione spirituale.
Con questa loro concezione, l’ayahuasca non era vista come una droga con cui “sballarsi”, bensì una liana chiamata appunto Liana degli Spiriti per il suo prezioso potere di connettere con il Divino attraverso un Viaggio al di là dello spazio-tempo.
I Nativi davvero vivevano la Natura come fossero Spiriti in grado di aiutarci, quindi rispettavano molto ciò che la Terra metteva a disposizione, imparando ogni metodo con cura e dedizione per assimilarne al meglio i benefici.
Con questa visione è facile pensare alle droghe come alleati che non creano dipendenza e che siano una medicina atta ad accompagnarci nel ritrovare il proprio benessere.
Grazie alla transculturalità ora per entrare in trance utilizziamo sempre il tamburo, in quanto abbiamo abbandonato la strada di un supporto diretto dalla Natura, non perchè questo non esista più ma perchè abbiamo troppo bisogno di evadere e dunque, ogni volta che si presenta l’occasione, si utilizzano queste droghe non più con la sacralità che invece adoperavano i Nativi.
Se capiremo che lo sciamanesimo non regala attimi, ma è davvero una potente pratica trasformativa, potremo avvicinarci al concetto di droga come medicina. Fino a quel momento vedremo quelle piante come unico mezzo per alterare la nostra coscienza, distraendoci invece dalle incredibili potenzialità che lo sciamanesimo custodisce.
I Nativi consideravano le piante Spiriti alleati; oggi noi non le consideriamo più come tali e così non le rispettiamo più come un tempo: per questo motivo diventano vere e proprie dipendenze, perchè ricadono nel ruolo di padroni, ovvero hanno predominanza su di noi perchè troppo più potenti rispetto alla nostra energia.
Ritorna ad essere protagonista della tua Vita, ricordando che sei Energia Universale
Affidiamoci ancora una volta alla definizione di Energia: è una forza che genera Vita attraverso il suo movimento. Essendo che tutto è composto da energia, come ci suggerisce la scienza, anche tu sei Energia, dunque custode di Vita.
E proprio la Vita è il più grande dono che hai, non dimenticarlo.
Secondo la tradizione antica (ma anche la scienza afferma che ci deve essere un generatore, questa forza è a sua volta creata da una singola Fonte, così che tutto diventi generato da questa e quindi ognuno è in stretta connessione con ogni altro elemento. Ecco perchè si suole dire siamo tutti fratelli o siamo tutti connessi, per il semplice fatto che tutti siamo stati creati da un’unica Fonte. Ma il miracolo a cui assistiamo ogni giorno è proprio quello di essere parte di Essa, essere composti dalla sua stessa energia e quindi poter essere ancora più vicini alla Luce, poter riuscire ad emanare il nostro Spirito perchè già dentro di noi.
In definitiva, sii consapevole che sei sia corpo fisico che corpo energetico/spirituale e risuoni con tutto ciò che ti circonda.
Ho utilizzato la parola risuonare non a caso, poichè l’energia è misurabile in frequenze, ed è infatti proprio misurando queste ultime che gli scienziati hanno capito che ogni singolo elemento qui sulla Terra emette frequenze. Ma di questo ne abbiamo parlato meglio nell’articolo dedicato proprio all’Energia che trovi qui se vuoi approfondire.
Essere coscienti che la realtà che ci circonda altro non è che ciò che attiriamo nella maggior parte delle volte è fondamentale per comprendere che le nostre azioni hanno un peso notevole per poter raggiungere la nostra realizzazione.
E non sto parlando del semplice: “Lavoro per avere più denaro e comprarmi la macchina dei miei sogni”. Parlo di un qualcosa che ti rende felice ogni singolo giorno, dal sorriso della persona che ti sta accanto, alla gratitudine per aver aiutato qualcuno in difficoltà, a piccoli gesti di Amore che aprono il nostro cuore.
La pratica sciamanica ci aiuta a tornare a vivere la nostra vita da protagonisti, non seguendo mode o status simbol, bensì facendo ciò che ci rende felici, giorno dopo giorno, tempo dopo tempo, per sentirci parte di qualcosa grazie al nostro talento.
Siamo tutti connessi, Mitakuye Oyasin
Essere consapevoli di fare parte di qualcosa e muoversi di conseguenza era il grande potere degli sciamani. Proveniva dal loro senso di rispetto che nutrivano nei confronti della Natura.
Ma oggi, grazie alla saggezza custodita e tramandata da popoli ancora in estrema congiunzione con il Tutto, possiamo attingere da quei principi e ricercare il nostro posto nel mondo nel rispetto di ogni nostro fratello.
Abbiamo appena capito di essere stati tutti creati dalla medesima Fonte, dunque possiamo ritenerci tutti figli dello stesso genitore, fratelli.
I Lakota solavano dire Mitakuye Oyasin, ovvero siamo tutti parenti, siamo tutti connessi grazie alla medesima origine.
Ritornare a questa consapevolezza ci guida a sentirci utili, a ritrovare uno scopo per permettere di restituire benessere alla nostra comunità attraverso le nostre azioni.
Sciamanesimo è questo: ritrovare il proprio equilibrio per promuoverlo anche fuori di noi. Com’è dentro, così è fuori e viceversa.
Per rendere il mondo un posto migliore il primo passo è verso se stessi e, in questo nodo, riusciremo a raggiungere anche tutti gli altri.
Nelle società sciamaniche andine si pensava che ogni uomo avesse in realtà nove centri energetici maggiori, conosciuti come chakra. Il nono era comune a tutti, poichè era racchiuso proprio nel cuore della Fonte. Gli sciamani andini, come tutti coloro appartenenti a popolazioni arcaiche, erano promotori della fratellanza universale, quel principio in cui ognuno è connesso all’altro in quanto composti dalla stessa Energia, dallo stesso Spirito, dallo stesso nono chakra.
Ma l’ottavo, chiamato Wiracocha, ovvero la fonte di ciò che è sacro in noi, poteva essere espanso affinchè inglobasse anche tutto il Creato. Era in questo modo che, ritrovando una profonda connessione, si poteva anche capire se si era allineati al proprio Sentiero, perchè l’Universo iniziava a dialogare con noi per mostrarci la Via.
Per loro ogni cosa era al proprio posto nel momento in cui dalla Natura (uomo compreso) si ricevevano messaggi positivi. Gli sciamani erano infatti abili osservatori di piante, animali, panorama e persone per trarre considerazioni che potevano aiutare il cammino della vita di ciascuno.
Nel momento in cui si perde di vista il principio della fratellanza universale e non ci si sente più parte di un qualcosa, allora si perde anche il contatto con la propria essenza perchè non si sa più cosa sia giusto per noi. E non si riescono a percepire questi messaggi preziosi provenienti da ogni parte del Creato.
Ed ecco che il nostro benessere viene scalfito e possono iniziare a presentarsi trambusti emotivi e fastidi fisici. Semplicemente perchè avremo perso l’armonia.
Ma, con pratica e dedizione, lo sciamanesimo può accompagnarci nella riscoperta del mondo nonchè di noi stessi.
Perchè ritrovarsi è iniziare a vivere per davvero.
Se vuoi scoprire di più sulla pratica sciamanica e quindi sperimentare tu stessə i suoi benefici, in studio propongo giornate dedicate al Viaggio sciamanico. Iscriviti alla newsletter per non perderti i prossimi appuntamenti.
Ma se, invece, senti che è il momento di intraprendere un percorso che raggiunga il tuo sè più profondo, puoi visitare la pagina dedicata ai trattamenti.
Ti abbraccio,
Ele



