Sono uno sciamano? Il mio corpo, la storia con la malattia e la mia rinascita

da | 19/08/2026 | Natura

Due strade divergevano in un bosco ed io –
io presi la meno battuta,
e questo ha fatto la differenza.

(Robert Frost – The Road Not Taken)

Perchè ho deciso di diventare un’operatrice olistica? Spoiler: non ho deciso, l’ho fatto e basta.

Si lo so, per ora non sembra così poetico, eppure è stata tutta una magia.

Scrivo la mia storia perchè ogni volta mi dite: “Caspita che racconto fantastico!”, ma invece credo fermamente che ognuno abbia una storia incredibile da raccontare e quindi vi lascio queste righe come uno spunto per vivere la vostra.

Il mio corpo ha iniziato a parlare forte fin da quando ero bambina

Ricordo ancora il primo giorno del mio calvario, inteso come prova da superare: ero a cavalcioni in braccio alla mia mamma, in ospedale dopo sette prove di prelievi sanguigni, di esito positivo solo l’ultimo. Ero con cerotti ovunque e piangevo a dirotto addosso al petto di mia madre.

Eppure, quel giorno non fu il vero inizio, semplicemente perchè non fu lì che riscontrarono alcunchè. Ma da quel momento iniziò tutto il percorso che mi condusse al 2018, al cosiddetto dentro o fuori, o si guarisce oppure chissà…

A sei anni, infatti, inizia a presentare i primi sintomi di quella che sarebbe stata una malattia complessa: mia madre lo chiamò “cordone”, era un ringiamento alla base del collo che mi sbucò dal giorno alla notte nell’estate del 1997. I miei genitori lo fecero presente al pediatra che avviò tutte le procedure per indagare a fondo la faccenda.

E cos’ esami del sangue ed ecografia del collo. Anni dopo, grazie ad un endocrinologo, scoprimmo che l’ecografia aveva in effetti evidenziato uno stato avanzato di infiammazione tiroidea e di un principio di nodulo a destra, ma in quel frangente storico (chissà perchè) non fui presa in carico per le cure e dissero a mamma e a papà che andava tutto benissimo.

Ero bianca come un cencio, ero decisamente stressata e irrascibile, dormivo sempre, avevo emoglobina a 9, un’ecografia che evidenziava un problema evidente alla tiroide eppure ricordo perfettamente cosa successe: il pediatra si chinò verso di me per guardarmi negli occhi e mi disse: “Mangi troppi panini” evidentemente per giustificare il mio aumento di peso nel collo…

Questa è la mia storia, fatta di fraintendimenti sanitari a cavallo tra gli anno ’90 e il 2000, ma è tutto servito per portarmi a dove sono adesso.

Quando il corpo non funziona, il resto si ferma

Il pediatra ci aveva visto lungo, almeno per una parte della storia: effettivamente aumentai di peso vertiginosamente, eppure alla mensa scolastica non mangiavo quasi nulla. Mi nutrivo nel pomeriggio con giust’appunto un panino. Destino…

Raggiunsi presto i 68 chili, inspiegabilmente. Così almeno sembrava: la spiegazione fu che dormivo e mangiavo, basta. Le mie attività erano focalizzate a questo. E io non riuscivo a fare nient’altro.

Arrivavo da scuola talmente tanto stremata che mi concedevo il lusso di guardare qualche cartone animato e poi a letto, per essere svegliata per cena tra pianti, urli e la pazienza di mio padre. E poi di nuovo a dormire, pronta a iniziare un altro giorno tra scarsa attenzione, scarsa voglia di fare qualsiasi attività di gioco e scarsa abilità a prendere tutto con leggerezza e invece arrabbiarsi al minimo scoinvolgimento.

Avendo un fratello più grande, peraltro, il mio tempo lo passavo ad attaccarlo per il nonnulla… A distanza di anni apprezzo il lavoro di fondo della mia famiglia, che hanno dovuto educare una bambina così nonostante non avessero i mezzi per comprendere che qualcosa dentro di lei non stava funzionando come doveva.

Passai così tutte le elementari e arrivai all’esame devastata: inizia a non articolare bene la mia gamba destra.

L’estate è smepre stata il mio anniversario: come finivo la scuola capitavano le peggio cose.

La colpa fu attribuita all’ovaia destra, di cinque centrimentri più grande rispetto al normale. Intervento proposto, per fortuna evitato grazie alla lungimiranza dei miei genitori e alla coincidenza che arrivò la prima mestruazione.

Da quel momento in poi è come se tutto si fosse fermato, quantomeno rallentato. Quella sensazione alla gamba si ripresentò l’estate successiva.

La tiroide e il blocco al quinto chakra

2003, l’anno più feroce da un punto di vista climatico. Se analizziamo questo dato possiamo ben dedurre una cosa: il caldo attiva il sistema immunitario. Punto. Non c’era altro da dire e da fare.

Eppure, in quelle calde, caldissime giornate, io e mia mamma prima e io e mio papà poi andavamo tutti i giorni in ospedale per chiarire la causa del mio blocco alle gambe. In prima battuta toccò alla gamba destra, la forza, il coraggio maschile, per distendersi anche alla sinistra.

Blocco bilaterale senza una cusa, se non quella psichiatrica: ero gelosa di mio fratello, pareva.

Ringrazio ancora i miei genitori per non aver creduto a quella diagnosi e a mio fratello per avermi supportato in quel momento così difficile. Mi facevano tutti giocare dal letto, Mio padre aveva comprato un biliardino e lo posizionavamo a cavallo delle mie gambe (doloranti solo alla notte – circolazione) per giocare fino a tarda notte, visto che intanto io non riuscivo a dormire.

Io. Mio fratello e mio papà restavano alzati per distrarmi un po’. Questo per me significa famigllia: nessuno viene dimenticato. E mentre mia madre era impegnata a lavarmi e a tenermi in piedi di giorno, gli uomini di casa pensavano a me di notte. Un lavoro di squadra che mi ha permesso di recuperare il movimento pian piano.

A settembre sarei dovuta rientrare a scuola e così decisi con fermezza che ce l’avrei dovuta fare, senza far sapere agli altri miei compagni cosa fosse successo in estate. D’altronde cosa potevo dirgli se la diagnosi era “gelosia”?

Non so se sia per questo motivo o per un orgolgio personale, ma decidi di reprimere le miei emozioni da quel momento.

La diagnosi di gelosia arrivò dopo una banale sciatalgia, a un tumore femorale, poi uno alla tibia, a un morbo rarissimo legato sempre al femore e poi all’inspiegabile dolore non associabile a nulla in particolare, dato l’esito negativo di tutte le analisi specifiche. Eccetto per quelle del sangue, tutte completamente sballate.

E quando è il sistema che non funziona, qualcosa dentro di rompe e pian piano frantuma tutta la struttura.

E così le miei emozioni si sbloccarono, non uscirono più: alcuni miei compagni mi copiavano i compiti e io non avevo il coraggio di dirgli nulla. E non dicevo nulla nemmeno nelle ore di ginnastica, potete immaginarne la difficoltà nell’affrontare gli esercizi come gli altri. Non so quante volta sono caduta e ho fatto la figura della ragazza impacciata…

E così finii le medie con grossa diffcoltà: il peso aumentava nonostante non mangiassi praticamente nulla e il fisico era sempre più debole.

Cambiando ambiente però andai meglio: in prima liceo tutto sembrava risistemato. Andavo bene a scuola, avevo ritrovato delle miei amiche delle elementari, avevo mio fratello vicino di scuola e mi sentivo protetta. E arrivò di nuovo l’estate.

E questa è la più grande lezione che, spero, di aver imparato: mettere la polvere sotto il tappeto non significa togliere il problema.

Non ero focalizzata su quello che mi era successo, l’avevo voluto rimuovere dalla mia mente e ora il tempo me ne presentava il conto.

Prima diagnosi: tiroidite di Hashimoto quando avevo quindici anni, poi il peggioramento in terza liceo tanto che non riuscivo più a studiare, e presi il debito di matematica.

Il blocco alla schiena come opportunità per prendere in mano la Vita

Quell’estate fu alquanto difficile, caldo e studio messi insieme non vanno molto d’accordo. Ma come il canto del cigno, riuscii a cavarmela grazie al supporto di mio fratello e della mia insegnate di supporto per l’estate che mi fece apprezzare la matematica vedendola da un altro punto di vista.

Ma, come detto finora, se non tratti il problema alla radice questo si ripresenta in altre forme, ma si ripresenta.

Ore 13, ultima ore, l’ora di arte. Credo fosse un martedì, per dire come i traumi rimangono in testa. Non riesco a respirare, e non è un attacco di panico. Un dolore fortissimo al fondo della schiena mi si presenta e io non riesco a stare più seduta. Mi continuo a muovere e il professore lo nota, perchè sono inquieta. E non è da me.

Mi chiede se va tutto bene e questa volta riesco a parlare, così ho il permesso di alzarmi e uscire per prendere una boccata d’aria. Che chiaramente non arriva. Il mio respiro è talmente minimo che mi è difficile respirare a pieni polmoni.

Finalmente la campanella suona e io mi precipito a casa per sdraiarmi, convinta che passasse.

Spoiler: non passerà e il mio grado di disperazione era talmente tanto elevato che per la prima volta in vita mia provai la medicina alternativa, pranoterapia in particolare, dunque ad approccio energetico.

Estate comunque a letto, con la decisione importante di cosa avrei dovuto intraprendere post liceo. In un momento del genere dovevo decidere sul mio futuro? Mi sentivo bloccata sul fisico, ma anche nel profondo.

Come prendere una decisione così delicata? Optai per non prenderla, e così lasciai fluire il corso degli eventi non iscrivendomi a nessuna università…

La rinascita avviene sempre dopo la fine di un ciclo di “sfortunati eventi”

Libera. Finalmente ero libera dall’alzarmi presto alla mattina. Dopo tredici anni di rincorse per recuperare il sonno ero libera.

Ma il mondo del lavoro era là fuori. Se non ti iscrivi all’università è per lavorare no?

Questo è ciò che la società ci insegna e così mi iscrissi al Centro per l’Impiego in cerca di un occupazione.

E per fortuna l’Universo vede meglio le cose di noi, perchè quel lavoro non arrivò subito e mi permise di fare uscire il problema alla radice.

Rompi gli schemi, non te stessa

Macchie sulla pelle, un’eritema sul viso pulsante e bruciante non compreso del tutto. Allo specchio non sempre mi riconoscevo.

L’estate, ovviamente, aveva portato i suoi frutti. Un eritema a farfalla sbucato dal giorno alla nottte, come di consueto.

Sempre supportata dalla mia famiglia, iniziarono le indagini ospedaliere, senza esito alcuno. Come sempre. Eccetto sempre per gli esami del sangue.

Questa volta però non ci fu una diagnosi di gelosia, bensì che andai al mare probabilmente con l’asciugamano sporco, dove avevo posato il mio viso…

Questa volta avevo 21 anni, un atteggiamento alla vita più libero e andai fino in fondo: sapevo che non poteva essere una cosa ridicola uno sfogo del genere e iniziammo a guardare complessivamente la faccenda.

Non era possibile che la coincidenza del caldo portava sempre conseguenze devastanti: doveva esserci qualcosa nel profondo che non si trovava.

Iniziai a studiare io, uno dei mestieri che volevo fare da bambina era proprio il medico…

Documentandomi dal web sembrava qualcosa a livello intestinale e, in effetti, nelle sedute di pranoterapia veniva spesso trattato l’intestino.

Cambiai alimentazione, iniziai a capire che intestino e pelle erano fortemente correlati e così mi intrapresi un percorso per prendermi cura del mio corpo.

Ammetto con buoni risultati, in un primo tempo. Avevo sempre i miei alti e bassi ma ppotevo chiamare Vita ciò che stavo affrontando.

Perchè possono dirci tutto ciò che vogliono, ma se dentro senti che qualcosa davvero si è rotto, ascoltalo.

Gli schemi nascono per essere infranti: non tutto ciò che è stato categorizzato può adattarsi a noi. L’essere umano per convenzione tende a dare sempre spiegazioni, a categorizzare appunto gli eventi. Ma non sempre si osserva fino in fondo, e soprattutto non sempre tutto rientra alla perfezione in quella categoria.

Ci son le eccezzioni, ci sono i casi che sembrano ma poi… E nelle malattia questo si vede ancora meglio.

Si parla oggi di malattie personali, negli anni precedenti o era Lupus, o era una dermatite o altrimenti, se non passava con le cure convenzionali, te la dovei tenere e venivi supportato da pagliativi.

Ma siamo davvero tutti possibili categorie? O siamo essere unici che necessitiamo di un’attenzione particolare?

Ciò che ci insegna lo sciamanesimo è presto detto: siamo individui con una propria energia e come tale va trattata e ascoltata.Una cura può farci bene per un momento della nostra vita e può non funzionare in un altro.

E va bene così.

Cercando di forzarci a rientrare in una categoria prima o poi ci rompiamo, semplicemente perchè abbiamo incanalato la nostra energia in un qualcosa che non era in accordo con noi.

Da bambini non forziamo il quadrato a entrare nel cerchio. O forse ci proviamo pure, ma subito capiamo che non si adatta e cerchiamo la forma giusta in cui il quadrato possa incastrarsi perfettamente.

Quando la vita fluisce, tutte le cose trovano il giusto incastro

Avviai così il mio cammino verso la guarigione, ma per farlo prima bisogna guardare la totalità, non solo se stessi.

E io lavoravo in un ambiente che non mi aiutava a guarire, nonostante tutte le attenzioni possibili.

Trovai lavoro nei panifici, che qui a Genova hanno un ruolo importantissimo. Farina volante, forni ad alte temperature, stress fisico e orari difficili portarono il mio corpo nuovamente a un punto critico.

Nell’estate del 2018, guarda caso nel periodo estivo, a fronte anche di una relazione che non aveva portato nulla di buono se no stress a livello emotivo, mi ritrovai nuovamente in ospedale.

Questa volta con emoglobina sotto i piedi e con la cautela di: ” Se non fai trasfusioni rischi grosso”. PEr la cronacca, scelsi di non farle ma di sottopormi a un ciclo di ventiquattro flebo di ferro, una al giorno.

Lasciai il mio fidanzato a seguito di frasi che mi rattristarono nel profondo, ma colgo solo ora il potenziale di quel momento.

Doveva crollare tutto perchè io potessi vedere me stessa.

La pratica sciamanica: l’arrivo di un nuovo inizio

Con una dimissione senza una vera diagnosi, per l’ennesima volta mi trovai in balia degli eventi. Fu una ginecologa in realtà a riallinearmi, non con trattamenti ma con una frase: “Se non prendi le redini in mano della tua Vita, tu finisci male”.

Questo accese qualcosa in me, come un modo di rivalsa dato da una verità scomoda.

E così inizia a voler essere guarita da uno sciamano.

In quel perciso momento, il mio corpo decise di abbandonarsi a se stesso e quindi oltre all’emoglobina di nuovo sotto i piedi, problemi ginecologici e urologici, immunitari, gastroeneterici e chiaramente di nuovo tiroide, si aggiunse anche un piccolo, minuscolo calcolo biliare grsso quanto basta per bloccare il condotto che lo avrebbe trasportato ad uscire nel caso e libersi. Quattro millimetri era la sua grandezza, esattamente un millimetro in più del mio coledoco.

Per cinque anni, ogni singolo giorno dopo la mezzanotte, coliche biliari.

Non riuscivo a prendere la macchina, a spostarmi e così il sogno della guarigione fu sempre più lontano.

Fino al giorno in cui mio fratello mi regalò un libro sullo sciamanesimo, che prontamente buttai via pensando fossero tutte panzane (per dovere di cronaca, me lo feci ri-regalare anni dopo).

Ma quel gesto accese in me la voglia di non dare tutto pervinto e di cercare una soluzione via web.

Trovai malattia sacra.

Le malattie sacre come chiamata verso una spiritualità più profonda, più tua

A quanto leggevo da quel sito, che mai più ritrovai, le malattie sacre erano quelle situazioni di difficoltà che il corpo riscontra senza una vera e prorpia diagnosi effettiva e sena che le cure possano alleviarne le sofferenze.

Mi ci riconoscevo pienamente.

Ma com’era possibile che io avessi una malattia sacra?

A quanto pareva, quel genere di sofferenze arrivano quando è giunto il momento di ascoltare la tua chiamata, quel momento nella vita in cui davvero si gioca al dentro o fuori, ci sei e vai oppure ti ritiri inesorabilmente…

Io non credevo di aver dovuto perseguire un compito, per me dovevo vivere e basta. Gli impegni, i doveri erano tutti perfettamente incasellati in base a come mi avevano insegnato in società, non potevo rompere gli schemi.

Ma c’era una frase in fondo che diceva: “Il Viaggio sciamanico ti fornirà tutte le risposte che cerchi”.

Bene, per una come me era arrivato il momento di mettere alla prova queste panzane da internet e dimostrare al mondo che si sbagliava.

Credo sia stato il più grande schiaffo metaforico che io abbia mai preso.

Tornai tremando da quell’esperienza.

MIsi la musica come consigliavano, un tambureggiamento sciamanico. Feci buio nella stanza, mi sdraiai sul tappetino e posi la domanda del come poter guarire. Inizia a immaginarmi un luogo in cui mi sentivo a casa, era un parco giochi che frequentavo da piccola, e iniziai a stare lì, nell’immaginazione e dimostrando che non stava succedendo nulla.

E in effetti così successe, ovvero stavo lì e basta.

Quasi convinta che il mio viaggio stesse per concludersi, immaginai di sedermi su un vecchio rullo installato lì sui giochi e aspettai la fine della musica.

In quel preciso momento arrivò un bimbo nativo, che mi si avvicinò veloce come il vento e mi spinse all’indietro, facendomi precipitare nel vuoto.

Caddi a terra e mi rialzai come fossi stata in una pozza d’acqua. Come i miei occhi si mossero da terra all’orizzonte, incrociai lo sguardo con il mio Totem che mi venne incontro, si presentò e mi disse chi ero e perchè ero arrvata fin qui.

Mi disse che non stavo più seguendo la mia strada e che mi dovevo dare da fare se volevo guarire davvero.

Ripeto: tornai tremando da quell’esperienza.

Il cuore è la tua bussola: traccia la tua rotta

Sciamensimo per me non è una pratica complessa, con obiettivi inarrivabili e che si può utilizzare solo a bisogno.

Questo metodo che ci hanno lasciato i nostri Antenati è preziosissimo: è un cammino che ti mostra davvero chi sei e cosa puoi donare al mondo intero, è un meraviglioso Viaggio che si chiama Vita.

Da quell’esperienza uno può pensare che la mia vita sia cambiata drasticamente. In effetti è proprio così.

Da quel giorno non ho mai smesso di remare per persegire il mio sentiero e quando ho trovato tempesta l’Universo stesso mi ha guidato a vedere il Sole all’orizzonte.

Perchè la pratica sciamanica è qualcosa di semplice, qualcosa che già ci appartiene per rendere il nostro mondo un posto migliore.

A distanza di tempo, è poi arrivata una diagnosi di malattia autoimmune rara, l’hanno chiamata connettivite, perchè non ha un iter preciso. Si muove libera, proprio come me.

Finalmente avevo la spiegazione scientifica a quello che mi era successo fino a quel momento: non ero pazza, non ero esagerata, non era una malata immaginaria, avevo un problema. E lo sentivo. Solo che non sapevo che questo problema era in realtà un’opportunità.

Il cambiamento inizia sempre da te: il corpo fa male quando uole darti un messaggio

Non è finita, tutto procede, ma il mio atteggiamento è cambiato.

Per molto tempo ho pensato che il corpo fosse un ostacolo, un limite per realizzare i miei sogni e pensavo che non sarei mai riuscita a vivere una vita normale come tutti gli altri. E mi nascondevo dietro questo pensiero.

Poi ho capito: nessuno è “normale”, siamo tutti speciali e ciò che il corpo dice è la nostra opportunità di cambiare.

Dopo il mio primo Viaggio sciamanico, ho compreso il senso della mia esistenza: non sarei mai riuscita a guarire davvero nel profondo se non avessi imparato a leggere il messaggio della mia malattia.

Così iniziai il mio cammino, imparando dagli insegnamenti lasciati dai nostri Antenati e insegnando ciò che avevo imparato a mia volta a chi si rivolgeva a me.

Così ho smesso di chiedere al corpo di guarire. Ho semplicemente iniziato ad ascoltarlo, cercando di capire cosa voleva comunicarmi.

Ho visto il sintomo non come nemico, ma come un messaggero che volesse aiutarmi a vivere davvero la mia Vita. Ma non quella che pensavo fosse adatta a me, quella che mi avrebbe portato a realizzare i miei sogni custoditi nel cuore.

Oggi accompagno le persone a leggere il linguaggio del corpo attraverso il sintomo, sia a livello fisico che a livello emotivo o mentale. Perchè è da qui che si scende nel profondo, dentro lo Spirito, dentro la nostra Energia.

Questo è quello che facevano gli sciamani un tempo, questo è ciò che porto nel mondo oggi, a modo mio.

Qui non si lotta contro il sintomo per eliminarlo a tutti i costi, ma si ascolta profondamente per comprenderlo e leggere il suo messaggio.

Il mio lavoro nasce dalla mia esperienza diretta sul campo, esperienza di un’intera vita a cui si è aggiunto un cammino spirituale. Si è integrato, si potrebbe dire, esattamente come piace definire il mio cammino di guarigione: medicina integrata, di cui io mi occupo della parte energetica.

Cammino accanto a chi sente che il proprio corpo sta chiedendo attenzione, rispetto, comprensione.

Se vivi un sintomo, qualsiasi esso sia, e senti che il corpo sta chiedendo ascolto, lavoro con sessioni individuali online e in presenza.

Il sintomo non è la fine. A volte è solo l’inizio di un percorso magnifico.

Cosa possono fare gli sciamani?

Guidarti verso questo viaggio di riscoperta del tuo potenziale per fare avverare tutti i tuoi sogni è il compito più nobile che abbia uno sciamano.

Sia che tu abbia scelto un trattamento sciamanico, sia che tu voglia vedere davvero chi sei in maniera diretta attraverso un viaggio, lo sciamano ha il ruolo di facilitatore per condurti a vedere la tua essenza profonda.

I metodi differiscono solamente dall’esperienza poichè il trattamento è come se tu ti affidassi alla sapienza dello sciamano stesso e lasciassi che sia lui a sistemare tutte le tue emozioni, affinchè tu possa acquisirne i benefici per intraprendere una vita più serena e rivolta a far sbocciare il tuo potenziale. Il viaggio, invece, è la tua esperienza diretta di dialogo con il tuo Spirito che, attraverso spesso figure di animali, ti guiderà nella scoperta di chi sei.

Le figure di animali, i famosi Totem, hanno il compito di essere dei simboli facilmente riconoscibili per permetterti di individuare grazie alle loro caratteristiche alcune potenzialità nascoste dentro di te.

Il valore del Totem è infatti quello di mostrarti il tuo Spirito sotto forma di animale, così che tu possa coglierne le affinità e prendere consapevolezza del tuo essere.

Insomma, la pratica sciamanica è la più antica forma di guarigione interiore che l’uomo conosca e non credo sia un caso: riesce davvero ad accompagnarti nel tuo cammino con una semplicità disarmante, perchè arriva dritta al tuo cuore, direttamente a te. E solo chi riesce a vedere oltre la materia può viaggiare per riconnetersi a se stessә.

Quindi sono uno sciamano? Sì, vedo la tua Energia e ti accompagno ad ascoltarla, a onorarla e a guarire attraverso di essa.

In realtà lo siamo tutti. Sciamano è chi sa guardare oltre il velo della materia e percepisce il Mondo come Energia, ciò che gli Antenati chiamavano Spirito.

Anche la scienza oggi ci conferma che tutto è Energia. I popoli ancestrali sapevano già che ogni essere vivente e ogni elemento della Terra custodisce qualcosa che va oltre la materia, ha uno Spirito, è Spirito.

Nella tradizione, la parola sciamano deriva dal tunguso šamān, colui che vede nel buio, cioè oltre ciò che la ragione riesce a spiegare. Erano guaritori capaci di riportare equilibrio tra corpo e Spirito e leggere i messaggi che l’Universo invia per mostrarci la Via.

Scommetto che anche a te sia capitato di sentire quella “voce interiore” che ti ha suggerito una strada diversa da quella indicata dalla mente razionale. Quella voce è il tuo Spirito. Io ti accompagno ad ascoltarla, perché è lei che ti guiderà verso il tuo Sacro Sentiero.

Oggi si parla di medicina energetica ed integrata: riconoscere e riequilibrare le disarmonie dell’energia per ristabilire un benessere profondo.

Questo è il mio cammino: guidarti a riscoprire la tua Energia e a rimanere connessə al tuo Spirito. Lo faccio attraverso trattamenti sciamanici ed energetici, che ripristinano le tue frequenze naturali, e cerimonie simboliche, che ti riportano ad una connessione col Tutto.

Sono uno sciamano? Sì, lo ammetto con onestà. Perché vedo la tua Energia e ti accompagno ad ascoltarla, a onorarla e a guarire attraverso di essa.

Diventare sciamano? Chiunque può diventarlo, anche tu

Se ti trovi, ad esempio, ad affrontare una malattia che sembra non voler guarire nemmeno con le medicine giuste, oppure che sembra non avere un iter normale e dunque le medicine non fanno l’effetto desiderato, comincia a riflettere sul fatto che possa essere la tua chiamata per guarire te stessә nel profondo.

Se poi hai avuto un’infanzia difficile, magari anche piuttosto solitaria, allora forse è giunto il momento che tu possa far sbocciare il tuo potenziale attraverso il tuo dolore.

In ultimo, ma non di importanza, dai anche uno sguardo alla tua fisicità: se hai un lieve strabismo e il tuo corpo tende a produrre cisti (dette le pietre dello sciamano) allora dovresti quantomeno sperimentare un viaggio per capire il motivo di queste manifestazioni.

Qui ti ho fatto un brevissimo elenco di quello che dovresti sapere nel momento in cui tu ti senta di voler diventare sciamano. Dal mio punto di vista, quando approfondii, mi ritrovai in tutte queste situazioni e posso affermare che è vero: il dolore aiuta a trasformarti e così sprigionare tutto il tuo potenziale.

Spero che questo articolo ti possa essere stato utile per approcciarti in modo semplice alla pratica sciamanica, perchè in fondo è la tecnica di guarigione interiore non solo più antica ma anche proprio più semplice, perchè il segreto è proprio quello che lo Sciamanesimo fa già parte di noi.

Quindi, il mio consiglio se vuoi diventare sciamano, è quello di seguire il tuo cuore: affidati al tuo Spirito per farti mostrare la via giusta per te.

Non fossilizzarti sulle parole, ma dai ascolto a ciò che ti indica di fare il tuo potenziale: solo così sarai un vero sciamano, perchè non avrai seguito il volere della tua ragione, ma ti sarai affidato alla tua essenza profonda e avrai condiviso il tuo dono con il Mondo.

A volte, connettendosi davvero con il proprio cuore, si vive una sorta di chiamata. Ascoltala! Fai viaggi, fatti guidare dal tuo Spirito per mostrarti la via e impara a guarire interiormente te stessә, così che tu possa guidare gli altri a farlo.

Chi ha letto di sciamanesimo sa che poi ci sono chiamate ben distinte, come le malattie o altre esperienze di vita.Essere sciamani non solo significa divetare dei guaritori dello Spirito, ma è proprio uno stile di Vita.

Perchè ricorda: sciamano è colui che vede nel buio, ovvero vede la realtà non per ciò che sembra ma per ciò che è.

Se senti che è arrivato il tuo momento, esplora la Bottega Sciamanica, troverai un percorso di sette settimane per accompagnarti nel tuo cammino di crescita personale.

Chi sono

Ciao, io sono Eleonora, un’operatrice olistica che ascolta e promuove il contatto con la Natura. Sono, infatti, Forest Therapy Guide.

Ho capito nel tempo che ritornare ad una profonda connessione con la Natura significa ritrovare la strada di casa, riscoprire che siamo parte di un qualcosa di più grande ma che ci abbraccia tutti.

Attraverso il contatto con Madre Terra durante incontri di Forest Bathing o direttamente durante i trattamenti e le cerimonie sciamaniche che propongo, ti aiuto a rallentare, a respirare, semplicemente a stare nel tuo qui e ora.

Nelle Ande il termine per chiamare Madre Terra è Pachamama, dove pacha ha proprio il valore di uno spazio e un tempo ben preciso, ovvero il presente.

Recuperiamo insieme questo legame, riscoprendo davvero quanto tu sia importante per la comunità: ritrovando questa connessione, esplorerai il tuo potenziale.

Se vuoi avvicinarti al mio modo di lavorare, puoi iniziare dal pulsante qui.

Ma se, invece, ti incuriosisce conoscere di più la Natura, leggi subito il mio freebie. Lo trovi cliccando il pulsante qui sotto.

Come sempre, se vorrai, sarò al tuo fianco.

Contatto con gli Alberi attraverso il sesto chakra

Un trattamento energetico funziona davvero anche a distanza?

Se ti rivolgi ad un operatore olisitico è perchè senti che il tuo corpo sottile necessita di un riequilibrio. Questo significa che nel momento del trattamento è bene che tu prenda necessariamente la consapevolezza di dove sta agendo l’operatore (in questo caso io) in...

Relazione di coppia: energia, amore e connessione profonda

Oggi si festeggia l’Amore. Amare non è per nulla facile, poiché è un rapporto di reciproco scambio in cui la bilancia deve essere perfettamente equilibrata. Ciò significa che noi dovremmo amare in egual misura rispetto all’amore che riceviamo, e viceversa. Questo...

Sei Energia: cos’è davvero e come influenza il tuo corpo e le tue emozioni

"Quando si parla di Energia Universale si fa riferimento ad un qualcosa che è difficile da trasporre nel mondo della materia. È infatti un moto che appartiene al solo mondo spirituale, una dimensione del tutto invisibile ai nostri occhi ma di cui se ne può percepire...

Perché non hai mai tempo? Il blocco energetico che ti allontana da te

Fare, fare, fare… è questa la parola magica che ti ritrovi a dire costantemente in questo periodo. Non riesci a staccare un solo momento perchè ti ritrovi sempre qualcosa da portare a termine, qualche azione da compiere per mandare avanti il processo lavorativo o...

Ti senti svuotatə? Il significato energetico del burnout mentale

Spesso, nei cammini di crescita personale, sentiamo dire di lasciare andare la mente per far spazio al cuore. L’ascolto della propria voce interiore, infatti, è fondamentale per capire davvero quale Sentiero vogliamo percorrere.  Quindi quando portiamo la nostra...

Perchè continui a vivere relazioni tossiche? Il significato dal punto di vista sciamanico

Trovare la persona giusta è quel piccolo miracolo che ti permette di nutrire a fondo il tuo cammino: si costruisce una strada insieme, si cammina fianco a fianco e si cresce nel proprio percorso dandosi la mano e supportandosi a vicenda. Questo è ciò che in una...

Giornata dei Popoli Indigeni

Oggi si festeggia la Giornata Internazionale dedicata ai Popoli Indigeni. E’ giusto non dimenticare chi c’era prima di noi: il loro patrimonio è qualcosa di così prezioso che è veramente importante preservarlo. Tutta la conoscenza degli Antenati è racchiusa nei popoli...

Chakra: cosa sono, come funzionano e perché influenzano il tuo equilibrio

Ti senti scaricə di ogni tua energia? O stai semplicemente vivendo un blocco in qualche settore della tua vita? Il punto è che comunque non ne capisci il perchè, vero? Secondo le antiche tradizione sciamaniche, il nostro corpo non è composto solo da materia, bensì...

Quanto è semplice ritrovare la pace interiore quando mente e emozioni non sono in armonia?

La pace interiore è un obiettivo che appartiene un po' a tutti, ma non è così semplice trovarla. Da raggiungere infatti non è mai facile, anzi praticamente impossibile. Eppure quando siamo in pace con noi stessi il mondo sembra rallentare, sembra conformarsi al nostro...

La Festa delle Donne e il significato profondo dell’8 marzo

Oggi è una giornata speciale: si festaggia la figura della Donna, l’importanza che ha ricoperto nei secoli e nella storia nonostante spesso le società patriarcali le abbiano tolto molti diritti. Tutte le Donne sono fondamentali per la società: i nostri Antenati lo...